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domenica, Aprile 14, 2024
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Arzano. S’infiamma la campagna elettorale, Argenzo cancellata dall’anagrafe del PD

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Si acuisce la campagna elettorale, Maria Argenzo delegata nazionale cancellata dall’anagrafe del Partito Democratico. Il commissario cittadino Tonino Amato, scrive all’ormai ex tesserata. Botta e risposta tra i due. Argenzo, nota professionista locale, ha visto naufragare per sempre la sua storica adesione al PD. Una decisione sofferta secondo il commissario Amato, in quanto Argenzo si è candidata in una lista civica in appoggio a Fiorella Esposito, in contrapposizione al suo stesso partito. Tutto ciò, in violazione dello statuto.“Mi riservo di impugnare il provvedimento sanzionatorio al fine di tutelare la mia onorabilità e pure quella del Partito del quale, veramente, ho la convinzione di condividere gli Ideali, senza cariche né incarichi, ma con l’impegno quotidiano, personale e gratuito, sociale e politico che, in verità, stento a riconoscere in altri. E’ evidente la pretestuosità del richiamo allo statuto che è stato disatteso, e non certo da me, sia nella individuazione del candidato designato, sia nel suo accantonamento, come nell’adesione al candidato attuale, soggetto non iscritto al partito e quindi necessitante della convalida della assemblea, cosa che non mi risulta sia avvenuta”, precisa Argenzo. “Ma non è solo questo che mi preoccupa: resto perplessa dall’assoluta ed ottusa mancanza di autocritica, dal riscontrare la convinzione di essere nel giusto a prescindere dal coinvolgimento e dalle discussioni, con una decisa chiusura ad ogni apporto, critico ma dialettico e costruttivo, inteso solo a far risorgere un partito che è democratico solo nel nome. Chi non si adegua alla linea prevalente, viene tenuto sull’uscio: istinti autodistruttivi del gruppo e conservativi di interessi familistici hanno ridotto il partito ad un club privato dove solo l’ossequio ai capibastone dà il diritto di ingresso. Devo confessarti che mi aspettavo da Te, dalla gestione commissariale, una sterzata che prescindesse dal risultato elettorale e mirasse a ricercare la unità, la democrazia interna e la condivisione delle scelte. Siamo tutti ancora consapevoli che si può e si deve fare molto per il Partito ad Arzano, ma perdurante questo stato di cose, io non ci sto e con me quanti hanno già manifestato il dissenso alla conduzione del partito lobbistica e di interessi personali, che rende sempre più ineludibile il declino e che provvedimenti come quello adottato nei miei confronti non evitano. Ma Tonino Amato ha subito replicato alla accuse. “Nulla di personale, come hai potuto constatare –precisa – ho cercato di capire, non solo dal punto di vista statutario, ma anche politico se avessi potuto fare in altro modo. Non me la sono sentita nel rispetto di tanti, dirigenti, attivisti, iscritti che dibattono per cambiare le cose nel partito e nel paese, di non applicare lo statuto. Non in quanto Tonino Amato, ma per la funzione che svolgo in qualità di commissario del partito locale, e dunque ho ritenuto di applicare l’art 2 comma 9 dello statuto nazionale del partito. Rispetto alla tua candidatura in una lista opposta al Pd non ho potuto interpretare nulla e tu in quanto iscritta al partito dovresti sapere che coloro che hanno redatto e hanno approvato lo statuto sono stati perentori “gli iscritti al Pd che si candidano in liste alterative al partito sono cancellati dall’anagrafe degli iscritti almeno per due anni. Cosa potevi aspettarti se non questo epilogo? come puoi immaginare di essere candidata e fare campagna elettorale nella coalizione opposta al Pd restandone iscritta? Pensi che sia sufficiente affermare che la tua candidatura in una coalizione opposta è derivata dal fatto che non hai condiviso le scelte del Pd di Arzano? Tra l’altro tu hai avuto l’onore di essere delegata grazie alle primarie alla convenzione nazionale del Pd. Con de mare abbiamo rinunciato ad altre liste che avevano al loro interno tecnici, seppure persone rispettabili, che hanno avuto rapporti con le amministrazioni sciolte. Abbiamo formato innanzitutto liste pulite. Noi non solo abbiamo l’ambizione di vincere le elezioni, ma vogliamo soprattutto governare in modo trasparente e senza condizionamenti di gruppi di interesse. Io non mi sottrarrò al giudizio sul mio operato nelle sedi opportune. Non mi sottrarrò nemmeno al giudizio politico”.

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