«Scelta sbagliata, chiediamo scusa agli elettori». Se la prendono con il sindaco Francesco Taglialatela, espressione del loro partito, i cinque membri della segreteria cittadina dei Ds che hanno firmato un documento al vetriolo, nel quale puntano il dito contro i ritardi dell’amministrazione. Nel chiedere scusa, fanno autocritica «riconoscendo di aver sbagliato scelte determinanti al momento della formazione dell’ampia coalizione di centrosinistra nel 2003». Poi si dicono preoccupati per la situazione politica, l’emergenza ambientale, attaccano la segreteria provinciale che dà «indicazioni diverse da quelle espresse dagli organi cittadini» e denunciano l’assenza di un accordo programmatico. Insomma, siamo ai ferri corti. «Non è una sfiducia a Taglialatela – chiarisce il segretario cittadino, Giovanni De Vivo – questo documento ribadisce la posizione del partito nella sua interezza, già espressa subito dopo la nomina dell’esecutivo tecnico, che non riconosciamo». Cinque consiglieri Ds hanno detto sì al bilancio, ma si è trattato, scrivono, di «evitare lo scioglimento del Consiglio». Il nodo, dunque, resta l’esecutivo che non dà visibilità ai partiti, questione di cui si discute anche al tavolo provinciale. «Non è solo il sindaco – ribatte Taglialatela – ad essere responsabile di questa impasse. A Giugliano si discute di massimi sistemi, senza entrare nel merito delle vere questioni. I tecnici assicurano governabilità in attesa di trovare una sintesi coi partiti». Intanto è già pronta la bozza di un’intesa programmatica, concordata a Napoli. Le priorità: Tribunale, trasporti, università, piani per spiagge, cimitero e colore.
TONIA LIMATOLA – IL MATTINO 22 LUGLIO 2006
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