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sabato, Marzo 2, 2024
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Strage a Torino ieri sera, tra i feriti anche quattro napoletani. «Sangue dappertutto, un brutto sogno»

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La grande paura in quella che doveva essere una festa. C’è anche un gruppo di ragazzi di Cicciano tra i coinvolti nel caos avvenuto ieri a Torino: almeno mille feriti durante la visione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid in piazza San Carlo. Tra questi anche quattro giovani tifosi bianconeri del Nolano, tre di Cicciano e uno di Polvica, che avevano raggiunto nella mattinata di ieri il capoluogo piemontese per vivere una bella serata di sport, con o senza vittoria finale.

Terribili i loro racconti: «E poi a mente lucida, pensi: ma è normale tutto ciò?- dice Carlo – ma queste persone che in una folla immensa, per gioco o cosa, fanno esplodere petardi per creare il caos più totale, per creare il panico. Allo scoppio siamo scappati, abbiamo gridato e piangevamo. Gente che cadeva, io stesso sono stato calpestato in mezzo a quella moltutudine di piedi, tra calci e spintoni. Si scappava tra tavoli e sedie dei bar, si cadeva sul vetro rotto delle tante bottiglie di birra gettate lì per terra».

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«Era una vera e propria gara al si salvi chi può – continua il racconto drammatico di Carlo – l’aria mancava a tutti, qualcuno gridava manteniamo la calma, restiamo calmi, ma quale calma: la gente pensava a salvarsi. Non si respirava più, si scappava nei vicoli, nei negozi, chi scavalcava i cancelli, io mi sono rifugiato in un parcheggio, insieme ad altre decine di persone».

«Ci siamo dati la mano come due compagni di scuola materna – ricorda ancora Carlo – E siamo scappati, scappati lontano. Si sentivano solo sirene, carabinieri, polizia, ambulanze che correvano avanti e indietro. Poi dopo ore di panico, ti arriva la notizia che qualche imbecille è stato a far scoppiare tutto ciò, allora ti viene voglia di fargli mangiare le mani, un dito alla volta. Se ho avuto paura? No, non ho avuto tempo di avere paura. Dovevi salvarti. Ho avuto tempo però di pregare: ti prego, ti prego, finché non mi sono salvato».

Tanta paura anche per Andrea: «Una paura allucinante, mai avuta nella mia vita: al minuto 70 della partita il boato: abbiamo pensato a un attentato, persone che correvano da tutte le parti, sangue dappertutto e io mi sono ritrovato per terra con le persone che mi camminavano sopra, scene bruttissime che non auguro a nessuno di provare. Mai più andrò a vedere una partita, me le vedo a casa». I quattro giovani coinvolti stanno bene e sono rientrati a casa. La grande paura è passata e resta il ricordo indelebile di una serata da incubo: anche la sconfitta dell’amata Juventus passa in secondo piano.

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