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HomePoliticaA SUD DEL FUTURO. L'APPELLO DI PECORARO SCANIO: IL RILANCIO DEL MEZZOGGIORNO

A SUD DEL FUTURO. L’APPELLO DI PECORARO SCANIO: IL RILANCIO DEL MEZZOGGIORNO

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La Festa regionale de l’Unità, appuntamento ormai tradizionale della ripresa politica, sbarca per la prima volta a Napoli. Una grande sfida, una grande scommessa. La festa, che si concluderà il 26 settembre, è stata inaugurata, giovedì 21, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal leader dei Ds Piero Fassino.
Il tentativo delle forze dell’Unione sarà quello di rilanciare il Mezzogiorno a livello europeo, cercando di colmare la forte sperequazione Nord-Sud.
Le speranze di un effettivo miglioramento sono riposte nella nuova finanziaria, alla discussione parlamentare nei prossimi giorni.
Il nuovo decreto legge prevede, tra le altre clausole,la necessità di reimpostare il ruolo dell’ Italia dal punto di vista geografico, “rendendola- ha asserito Aldo Cennamo, Leader della componente ulivista dei DS, durante il dibattito confronto sui primi cento giorni di governo- una piattaforma logistica aperta al dialogo con l’oriente”. E’ in quest’ottica che interpreta il viaggio in cina del Presidente Romano Prodi. Al sud Cennamo chiede tolleranza, e maggiore fiducia nell’operato dei singoli governi regionali. “L’azione regionale non può essere ritenuta un di più. Al meridione bisogna poter garantire efficienza. Viviamo in una città-continua Cennamo-che fa i conti con una acuta crisi sociale, oppressa dalla criminalità e incapace di risollevarsi”. Prospettando una sorta di nuovo “New Deal” si vorrebbe scongiurare il pericolo che continui a difffondersi un clima di sfiducia nei confronti dell’operato dei governi regionali e nazionali.
L’appello alla fiducia al governo Prodi è partitoda Pecoraro Scanio, ministro per l’ Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.” E’ un errore pensare che indebolendo Prodi si possano realizzare diversi equilibri. Dobbiamo governare e fare in modo che il governo funzioni così com’è.Il Centro Sinistra non capisce dove decidano le cose e dove si istruiscano. L’esame vero sarà la finanziaria”. Il ministro ha manifestato il suo disappunto nei confronti dell’onorevole Cennamo;”Evitiamo di definire l’Italia una piattaforma logistica:siamo un paese forte, abbiamo la nostra arte, il turismo,non possiamo autodefinirci un molo di cemento nel Mediterraneo”.
Immancabile il tema scottante della politica estera, affrontato con la dovuta chiarezza dall’onorevole Ciriaco De Mita. “La cosa singolare è che sul punto che sembrava più debole, la politica estera, ci sia stato un notevole disegno strategico atto a recuperare l’accordo tra i paesi europei” . De Mita ha analizzato i cambiamenti di una nazione che, con il passato governo, rimandava ad altri le decisioni che la riguardavano, rimettendo le proprie sorti al volere dei potenti di turno. “La guerra in Iraq, ed altri interventi bellicosi- ha continuato De Mita- sono stati frutto di un potere decisionale riposto solo nelle mani degli Stati Uniti. Per nostra fortuna- ha scherzosamente concluso l’onorevole- D’Alema è un ottimo ministro degli esteri”.

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