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GEPPINO DE VIVO: «QUESTA MAGGIORANZA NON MI RAPPRESENTA. MI DIMETTO»

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«Mi dimetto e lascio il Consiglio comunale perché questa maggioranza e questo sindaco non mi rappresentano più». Geppino De Vivo, nel Consiglio comunale di Marano di Napoli dal 1993, eletto negli anni scorsi con Rifondazione comunista e poi, nel maggio scorso, con la lista civica Arcobaleno, commenta con amarezza la sua decisione di lasciare il Consiglio comunale. Nella mattinata di ieri De Vivo ha protocollato le sue dimissioni e ha lasciato così i suoi incarichi istituzionali, compreso quella delega alle infrastrutture e agli eventi sportivi che il sindaco Perrotta gli aveva conferito nel luglio scorso.

«Nei primi cinque mesi di attività, il sindaco Perrotta e la sua maggioranza, a mio parere, non hanno dato buona prova di loro. Non hanno saputo valorizzare risorse e qualità e si stanno chiudendo in un percorso autoreferenziale che non porterà alcun vantaggio né alla città né alla gente di Marano e nemmeno ai partiti della maggioranza. Di fronte a questo stato di cose, per me, si poneva il problema di prendere le distanze. Sarei potuto passare all’opposizione ma non ho voluto perché sono stato eletto dentro la coalizione di maggioranza e non sono abituato a cambiare casacca. Così ho deciso di dimettermi da consigliere comunale e di salvaguardare la mia dignità».

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Il sindaco Perrotta, pur avendo incassato in campagna elettorale il sostegno della piccola formazione politica, che ha raggiunto il 3 % dei voti ed ha eletto un consigliere comunale, non aveva ritenuto di coinvolgere l’Arcobaleno nella gestione amministrativa. Stesso discorso per gli altri partiti minori della coalizione (Verdi, Repubblicani e lista Di Pietro), che pur avendo portato voti alla coalizioni non sono entrati in Consiglio e sono rimasti fuori anche dalla giunta comunale; una giunta che conta dieci assessori in rappresentanza, però, solo di cinque dei nove gruppi che hanno corso alle elezioni.

«Di fatto – continua De Vivo – si è deciso, sulla nostra pelle, di varare una maggioranza a cinque, dimenticando che c’eravamo anche noi. Si sono appellati alla logica dei numeri, dicendo che non ci hanno coinvolti perché avevamo un solo consigliere. Poi abbiamo scoperto che altri partiti, con soli tre consiglieri, avevano due assessorati. Nonostante tutto siamo rimasti a lavorare per la città. Il sindaco ci ha proposto una delega allo sport, dicendo che garantiva autonomia e visibilità al nostro gruppo. Poi abbiamo scoperto che quella delega non aveva alcun valore e che la si intendeva come una mera collaborazione, da posizione subordinata, con un assessore. A quel punto, francamente, per me è scattata una questione di dignità personale e politica. Non avevo altra scelta che prendere le distanze da tutto e lasciare questo ambiente, che non mi rappresenta più».

A De Vivo subentra in Consiglio comunale l’ex assessore alle politiche sociali Antonio Menna, primo dei non eletti della lista civica Arcobaleno. «Le dimissioni di De Vivo – commenta Menna – sono una scelta personale ma rappresentano anche un fatto politico, su cui, nel prosieguo dell’attività, chiederemo conto. In questo momento, di fatto, il nostro è un appoggio esterno, non avendo rappresentanti in giunta. Noi siamo disponibili a mettere al servizio di quest’amministrazione e di questa città, le nostre risorse. Però è necessario che ci dicano, una volta e per tutte, con atti chiari e concreti, se ci vogliono o non ci vogliono in questa maggioranza».

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