Copertura ai latitanti, truffe assicurative e autisti per il clan Mallardo: i retroscena dell’inchiesta

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L’accusa di associazione mafiosa è “incomprensibile”, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere “estrema e ingiustificata”. Lo dicono gli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi, difensori di Domenico Sangiorgi, il 59enne di Faenza, ex direttore di una filiale della Cassa di Risparmio di Ravenna, arrestato dalla Guardia di Finanza di Bologna nell’inchiesta ‘Omphalos’ della Procura di Napoli. Oggi si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Rimini, città dove l’indagato è detenuto, su delega del giudice di Napoli che ha emesso l’ordinanza. “Non sappiamo se risponderà o no alle domande, ma la scelta è tecnica e dovuta unicamente alla complessità degli argomenti in questione”, dicono gli avvocati Rinaldi e Petroncini. “Non c’è nessuna lavanderia di denaro, né attività di riciclaggio e neppure è contestato che ci fossero”

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Nell’inchiesta sono indagati gli esponenti di 7 clan, tra cui anche i Mallardo di Giugliano ed i Puca di Sant’Antimo. Tra questi c’è Crescenzo Raimondo, il quale secondo l’accusa fungeva da “autista e portavoce di Picardi Patrizio, di cui gestiva le vacanze e la latitanza”, e Francesco Russo, detto ‘o Lentone’, “autista di Feliciano Mallardo e favoreggiatore della latitanza di Mauro Moraca”. Entrambi si occupavano anche di truffe alle assicurazioni che servivano per rimpinguare la cassa del clan Mallardo. In una delle conversazioni intercettate Russo parla con Passarelli Antonio dicendo: “avresti qualche appoggio Antò? Qualche casarella per tre, quattro giorni alla volta? va fuggendo Mauro…”. Russo, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, difeso dall’avvocato Luigi Poziello, si è dichiarato innocente contestando tutte le accuse a suo carico.

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