Ruspe in azione al campo rom di Scampia, decisa la data dello sgombero. VIDEO

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Primi abbattimenti di strutture abusive all’interno del campo rom di via Cupa Perillo a Scampia dopo il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea ed eseguito ieri mattina dalla Polizia municipale diretta dal comandante Ciro Esposito. Questa mattina infatti, i vigili urbani coordinati dal capitano Gabriele Salomone, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, hanno abbattuto circa 15 costruzioni pericolanti, ma non abitate dai residenti del campo, nei pressi dei quali quasi mai sono mancati l’incendio di rifiuti, spesso perpetrati anche da chi non abita lì e non vuole seguire le normali procedure di smaltimento dei rifiuti, in questi oltre 25 anni di vita. Le costruzioni, hanno accertato i caschi bianchi di Napoli dopo un sopralluogo, erano sorte in maniera del tutto impropria e per questo si è provveduto al loro abbattimento. A coadiuvare l’azione, anche i dipendenti dell’azienda di rifiuti Asia e i dipendenti del Servizio Autoparco del Comune di Napoli. Altri interventi sono previsti nei prossimi giorni, dopo opportuni approfondimenti delle autorità.

Ma all’interno del campo, i circa 300 abitanti ai quali è stato notificato il provvedimento di sgombero entro il prossimo 11 settembre si mostrano preoccupati per la loro futura destinazione che ora è ancora incerta. «I più giovani – dicono alcune famiglie che decidono di parlare con la stampa presente – sono nati e cresciuti qua, si sentono italiani e molti hanno anche la cittadinanza italiana. Vanno a scuola, lavorano. Ci hanno detto, con poco preavviso, che a settembre dobbiamo andare via senza comunicarci però dove andare. Non siamo come i maiali da trasportare dove si vuole, siamo essere umani». Proprio sul trasferimento degli abitanti del campo se ne capirà di più domani pomeriggio, quando l’assessore al welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta incontrerà la locale comunità rom. Barbara Pierro, dell’associazione “Chi rom e chi no’’, intanto, si mostra contraria alla decisione della Procura di Napoli di procedere al sequestro di tre aree del campo rom nei pressi della bretella stradale dell’Asse Perimetrale, per il quale si richiede la riapertura, e allo sgombero coattivo degli abitanti. «Lo sgombero è per me un atto di forza. Siccome per anni la situazione è rimasta irrisolta, allora è intervenuta la Procura. Il Comune di Napoli dimostri di voler occuparsi della questione. Noi continuiamo a chiedere che l’integrazione sia la migliore arma per combattere il degrado».

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