CAMORRA. Operazioni, arresti eccellenti e nuovi equilibri. Ecco chi comanda adesso a Melito

La direzione investigativa antimafia ha presentato la relazione del secondo semestre del 2016 in cui ha ricostruito la geografia criminale delle aree ad alto tasso di criminalità. Tra queste figura sicuramente Melito: roccaforte degli Amato Pagano, così come confermato dalla relazione annuale, nonostante le importanti operazioni delle forze dell’ordine che nel semestre successivo, quello compreso tra gennaio e giugno del 2017, in cui esponenti apicali del sodalizio criminale sono stati assicurati alla giustizia. Tra questi figurano Rosaria Pagano, considerata la reggente del clan e voce autorevole, seguita dal rampollo di famiglia D.A., arrestato con l’accusa di duplice omicidio nella “strage del parco padre Pio”. Nel mese di gennaio, furono arrestati anche 4 capipiazza di uno dei più grandi “supermarket” della droga d’Italia. Pietro Caiazza, Ciro Mauriello e i fratelli Cancello furono arrestati nel corso di un’operazione su tre diversi comuni. Dalla decapitazione dei vertici del clan il sodalizio continua a mantenere il controllo del territorio.
Le maggiori fonti di guadagno delle organizzazioni criminali continuano ad essere l’attività estorsiva, l’usura, il narcotraffico
e la commercializzazione di prodotti contraffatti.

A Melito di Napoli gli AMATO-PAGANO (proveniente dall’area di Secondigliano/Scampia)
controllano il traffico di stupefacenti e le estorsioni. L’arresto, negli anni scorsi, del nipote di uno
dei capi clan, divenuto reggente del gruppo, ha determinato una situazione di instabilità, provocando una spaccatura
all’interno del sodalizio, probabilmente determinata da questioni attinenti alla gestione delle piazze di spaccio.

Il gruppo ABETE si sarebbe riavvicinato agli AMATO – PAGANO di Melito stringendo accordi finalizzati all’approvvigionamento di cocaina. La famiglia
ABBINANTE è stata oggetto di pesanti condanne ma l’arresto, a novembre, del giovane figlio di uno dei capi clan, sorpreso mentre spacciava stupefacenti
a Qualiano, lascia ipotizzare che il gruppo abbia esteso la propria attività e/o abbia trovato alleanza con i locali sodalizi