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QUALIANO. IL CONVEGNO SUL PRG: «CONTRO-DEDUZIONI PER MILLE VANI»

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Si è svolto venerdì sera nella sala del consiglio comunale di Qualiano il convegno sul Prg promosso dall’Udb E. Berlinguer della sezione locale dei Ds, per fare chiarezza sugli aspetti “critici” del piano che la Provincia ha da poco restituito al Comune. Un convegno che ha visto la presenza delle forze politiche ma anche di molti cittadini, alcuni dei quali sono intervenuti per chiedere maggiore attenzione, da parte della provincia, al territorio di Qualiano. All’incontro moderato da Carmine Sgariglia esponente locale dei Ds, ha partecipato l’assessore all’urbanistica della Provincia di Napoli, il diessino Domenico Moccia.
Il piano regolatore a Qualiano è un tema attualissimo, ma non da qualche mese, visto che se n’è parlato tanto, sul tema si sono giocate intere campagne elettorali per decenni. Per essere precisi, a Qualiano non è mai stato completamente approvato un Piano regolatore generale. L’unico vero strumento urbanistico redatto e approvato risale al 1958, l’ormai tristemente noto “Programma di fabbricazione”. Ci ha pensato l’abusvismo edilizio a cementificare le zone interne e periferiche, prima negli anni ottanta e poi ancora negli anni novanta fino ai giorni nostri. Le nuove normative in materia edilizia hanno ormai surclassato il vecchio Prg per approdare ad un nuovo strumento, più flessibile e rapido: il “Puc” (Piano urbanistico comunale) regolato dal punto di vista legislativo dalle Regioni e collocati in ambiti provinciali. In effetti il Puc consentirebbe tempi di approvazione più rapidi, ma ironia della sorte, a Qualiano non si può applicare, se non dopo aver approvato l’ormai vecchio Prg. Un piano “inapplicabile” come lo stesso assessore provinciale dei Ds Domenico Moccia ha ribadito nel convegno: «non si è mai visto che un comune intende fabbricare su tutto il territorio di competenza, impegnando anche aree dell’estrema periferia», questo dunque senza esagerare, era all’origine il Prg redatto dalle precedenti amministrazioni: «Qualiano un unico agglomerato di cemento».
Siamo a una svolta? Si spera di si, in quanto, la provincia ha finalmente restituito al comune il Prg pronto per l’approvazione del consiglio comunale, ma cosa c’è in questo nuovo-vecchio piano regolatore? C’è tutto tranne l’edilizia residenziale. Per molti questo epilogo ha il sapore di una “punizione” inflitta dalla provincia ad un paese che per decenni non si è saputo “auto-regolare” in materia edilizia, lasciando alla mercè dell’abusivismo, con la complicità dei condoni che i governi centrali hanno via via emanato, l’urbanizzazione selvaggia che ha reso “ormai saturo” il territorio comunale e i conti infatti parlano chiaro: l’aumento demografico dell’ultimo decennio, non giustificherebbe la costruzione di nuovi vani, rispetto a quelli esistenti (regolarizzati e non).
Ad oggi esistono due fronti politici: quelli favorevoli ad un piano di “soli servizi” e quelli invece che spingono per adottare delle “contro-deduzioni” che consentirebbero (ma è tutto da verificare), l’aggiunta di un numero di vani che difficilmente può superare le mille unità e fatti i conti si tratterebbe di circa duecentocinquanta appartamenti. Il sindaco Pasquale Galdiero, presente al convegno, ha ribadito che non intende favorire ulteriormente la cementificazione selvaggia del territorio, il piano approvato dalla provincia contiene una cospicua parte dedicata allo sviluppo e ai servizi per i cittadini, ai quali non intende rinunciare, ma è favorevole alle contro-deduzioni proposte, per le quali l’assessore Moccia sembra aver aperto uno spiraglio: «vedremo».

Una domanda è sorta spontanea tra i moti cittadini intervenuti: «Con quale criterio saranno selezionate le zone che potranno accogliere i circa mille vani proposti?»

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