Cimitero di Marano, telenovela senza fine sui lavori di ampliamento: storia al bivio

Bloccare definitivamente i lavori di ampliamento previsti e in parte già realizzati o andare avanti, tentando di trovare un percorso che riesca a salvaguardare in qualche modo il progetto. È il bivio nel quale si trova il Comune relativamente alle nuove nicchie da far sorgere all’interno del cimitero di via Poggio Vallesana. La ditta incaricata per i lavori di ampliamento, la Matrominico, fu commissariata perché sospettata di essere in odore di camorra (pende ancora il processo penale di recente spostato da Napoli a Santa Maria Capua Vetere) e in tal senso l’interlocutore dell’Ente comunale è l’Agenzia dei Beni Confiscati, cioè lo Stato. Oggetto dell’approccio tra le parti, l’opportunità della prosecuzione dei lavori di ampliamento e la costruzione degli altri piani previsti dopo il completamento dei primi due. È il Responsabile Unico del Procedimento (l’architetto Squarcione) che si sta interessando della vicenda unitamente al commissario straordinario Antonio Reppucci. Nelle prossime settimane si capirà l’orientamento per ciò che concerne l’ampliamento, senza dimenticare che al momento manca ancora il collaudo, anche quello parziale.

Travagliata già nella progettualità la storia della costruzione delle ulteriori ali del cimitero. Poco prima della scadenza del mandato nel 2006, l’amministrazione retta da Mauro Bertini diede via al progetto per la costruzione di nuovi 3721 loculi per un importo superiore ai 10 milioni di euro. Successivamente, il governo cittadino di centrosinistra che subentrò a quello di Bertini, quello di Salvatore Perrotta, decise di aumentare il numero dei loculi da costruire, portandoli a 7.400 per un importo complessivo quasi raddoppiato e pari a 19 milioni di euro. Ma il curatore fallimentare di allora Spanò si espresse in maniera contraria, affermando in buona sostanza che sarebbe stato opportuno riconsiderare in buona sostanza il progetto precedente.