Paura per un bimbo di Casoria, fa il bagno dopo aver mangiato e si sente male: rischia di annegare ma viene salvato

Attimi di terrore questa mattina sul litorale di Gaeta, un bimbo di Casoria si è sentito male dopo aver fatto il bagno dopo mangiato. E’ accaduto sulla spiaggia libera della piana di Sant’Agostino tra Gaeta e Sperlonga. Il piccolo è stato soccorso da un medico-bagnante che si trovava lì con la sua famiglia. Poco dopo che si è tuffato in acqua, il piccolo di cinque anni ha accusato dei dolori di pancia poi ha vomitato e per alcuni secondi ha perso conoscenza. I genitori sono corsi impauriti e chiesto aiuto ad un medico che lo ha salvato dalle onde. Probabilmente si è trattato
di un blocco dei processi digestivi che si verifica quando il corpo viene esposto ad un repentino abbassamento della temperatura.

In pratica, dopo aver mangiato, l’intestino si mette al lavoro per assorbire le sostanze nutritive provenienti dai cibi ingeriti: per farlo, richiama sangue da altri distretti corporei, attraverso un meccanismo di vasodilatazione a livello intestinale, che si accompagna a vasocostrizione a livello periferico. Il risultato è che mentre al distretto addominale arriva più sangue, in altre regioni del corpo (cervello compreso) potrebbe arrivarne un po’ meno.

In altre parole, il sangue, durante la digestione, si concentra nella zona dello stomaco.

Un brusco salto di temperatura, come si verifica se ci si tuffa in acqua fredda o si beve una bevanda ghiacciata, potrebbe interferire con questo processo e alterare la circolazione del sangue. Questo perché, per rimediare e mantenere la temperatura corporea costante, il cervello richiama a sé il sangue, con l’effetto che si interrompe il processo digestivo e si manifestano disturbi circolatori, crampi addominali, nausea, vomito e addirittura, nei casi più seri, perdita di coscienza.

Il problema – sostengono molti – è che se ci si trova in acqua in queste condizioni si potrebbe rischiare l’annegamento, o perché in caso di crampi e dolori magari ci si fa prendere dal panico, o per la perdita di coscienza.