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STOP ALLA CAMORRA E ALLA PRECARIETA: L’ALTRA POLITICA PER IL MEZZOGIORNO.

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Ieri mattina alle 10:30, al cinema Adriano, in Napoli, si è dato il via al dibattito circa alcuni dei temi più scottanti per il Mezzogiorno.
Il partito della Rifondazione Comunista così ha titolato la giornata: “Stop camorra Stop precarietà: L’altra politica per il Mezzogiorno.”
Alla vigilia del dibattito abbiamo posto alcune domande al Segretario Nazionale del Prc, Franco Giordano.

Sono stati numerosi gli scioglimenti in Campania a causa delle infiltrazioni della camorra.
Lei, a tal proposito, ritiene necessario rivedere il sistema di alleanze per il Prc, in Campania?


Assolutamente No. Daremo uno slancio alla nostra banda istituzionale ed alle amministrazioni, ma ritengo che queste amministrazioni debbano continuare a svolgere il proprio ruolo con intensità, con maggiore intensità. Sono comunque fiducioso. Aggiungo che il vertice ha affrontato, come è giusto che sia, i problemi della sicurezza e penso sia stato importante anche il non aver ceduto ad ottiche emergenzialiste. Naturalmente non basta. Noi domani vogliamo affrontare il tema delle iniziative sociali per prosciugare il terreno sotto cui si costruiscono i percorsi di militanza della camorra.

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A tal proposito, quindi, il tentativo di lotta alla precarietà..

Si, la lotta alla precarietà è un passaggio decisivo per noi, perché impasta sia le modalità con cui si presenta il mercato del lavoro al sud, sia le forme socio-culturali che lo determinano. Non è solo un problema economico.

Circa il problema rifiuti il Prc si è sempre opposto alla realizzazione dell’inceneritore ad Acerra. Restando di questa opinione, quali sono le alternative da proporre per tentare di risollevare le sorti di questo settore che resta tra i più lucrosi per i clan?

Le alternative sono tante, davvero tante. Innanzitutto la modifica degli stili di vita. Può apparire una cosa proiettata in un futuro molto lontano ma, secondo me, si deve intervenire rapidamente.
Poi c’è la raccolta differenziata, la capacità di intervento non solo attraverso i metodi tradizionali, ma cercando di utilizzare al meglio tutto ciò che si ha a disposizione.

E circa il problema dell’ Ecomafia?

Credo che, in tal senso, debbano essere attuati controlli molto forti e serrati sul terreno della lotta all’ecomafia. Ma io penso che gli inceneritori siano sbagliati, dannosi: producono gli stessi effetti inquinanti anche dal punto di vista delle relazioni con le mafie.

ritengo che dovremmo provare gradualmente a cambiare registro.

Il ministro Ferrero ha stabilito l’approvazione di dure pene per la lotta al caporalato. Quali saranno quindi le sorti delle aziende campane? Ironicamente potremmo asserire che ci sarà una chiusura in massa..

Si determinerà per questa via, adesso, e lo dice un comunista: ci sarà persino la fine della concorrenza sleale tra le imprese. Coloro che si giovano del lavoro nero, della forza-lavoro a reddito più basso, per questa via sono persino dannosi al libero mercato. Sono un comunista e ritengo che dovremmo trovare una forma di programmazione, porre fine al liberismo ma è evidente che c’è un meccanismo di slealtà anche rispetto a chi utilizza il mercato del lavoro nero. A me preme che si ponga freno al fatto che per il 25% hai un’incidenza del P.I.L. del lavoro nero e poi hai uno sfruttamento intensissimo, una forma di precarietà disumana, perfino forme di neo-schiavisti; cosa che analizzo quotidianamente nella mia Puglia con la raccolta di pomodori, per cui si sfruttano gli immigrati in chiave schiavistica. Il contrasto alla precarietà non è il contrasto ad una forma patologica della produzione, come dire, una struttura parallela dell’economia ma è la forza dell’economia.

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