La scia di sangue tra la paranza dei Bimbi ed il gruppo dei capelloni, la rivelazione del pentito

«Ho saputo da Maurizio Overa prima e da Gennaro Buonerba poi, quando quest’ultimo era detenuto con me a Tolmezzo, che a uccidere Emanuele Sibillo è stato uno tra “Genni” Buonerba, Luigi e Antonio, che lo aspettavano a casa di Buonerba. Maurizio Overa li ospitò per un paio di giorni alla riviera di Chiaia, dove aveva una casa in fitto. Dopo tre giorni dall’omicidio invitai a pranzo in un ristorante di Fuorigrotta, Genni ,Luigi e Antonio per confortarli che ciò che avevano fatto andava fatto». Il 13 settembre 2016 l’allora neopentito Marco Mariano (che ha iniziato la sua collaborazione con la giustizia il 26 giugno precedente) racconta ai pm dell’Antimafia ciò che ha saputo sull’omicidio di Emanuele Sibillo, il giovane ras dei Decumani che lanciò la moda delle barbe lunghe tra i malavitosi napoletani e in breve tempo conquistò la fama di sicario infallibile.