Si scioglie il Consiglio comunale. L’assemblea cittadina si azzera a poco più di cento giorni dall’elezione. A casa anche l’amministrazione guidata da Aurelio Russo, centrosinistra, che non aveva la maggioranza, saldamente in mano al centrodestra. E così, non appena i 16 consiglieri della Cdl si sono dimessi, si è sciolto il parlamentino locale. Si attende adesso la sospensione del consiglio comunale da parte del prefetto e il conseguente decreto di scioglimento per un Comune dove dal 14 settembre è al lavoro la commissione d’accesso per passare al setaccio gli atti amministrativi. Ieri mattina i consiglieri di Fi, An, Nuovo Psi, Udc, civiche Noi e Insieme hanno contestualmente depositato in segreteria le dimissioni «per porre fine a un’assurda esperienza amministrativa, paralizzante degli interessi della comunità, riaffidando il mandato ai cittadini, unici deputati a scegliersi democraticamente una nuova amministrazione comunale con l’auspicio che questa possa essere omogenea, stabile e operativa». Sant’Antimo era stata chiamata alle urne a fine maggio, la maggioranza era andata alla Cdl, mentre al ballottaggio, la città aveva scelto il candidato del centrosinistra, Aurelio Russo. A complicare tutto tre settimane fa l’arrivo della commissione d’accesso. Fallite le trattative per salvare la consiliatura è arrivata la decisione della Cdl di rassegnare le dimissioni e provocare lo scioglimento. «Costatata l’impossibilità ad un governo operativo e stabile, avevamo invitato il sindaco a prendere atto della ingovernabilità e dimettersi, visto che l’attuale esperienza amministrativa, insufficiente nei numeri e nel programma, avrebbe potuto proseguire solo grazie a giochi di prestigio ed eventuali accordi personali e occasionali», spiega Francesco Piemonte, leader della Cdl. Critici anche i Ds: «Lo scioglimento del consiglio, dopo l’arrivo della commissione d’accesso, è il normale epilogo di una tormentata e ingarbugliata vicenda. In questi mesi è risultata evidente, al di là dei tatticismi, l’impossibilità per Russo di realizzare una nuova maggioranza. Si è chiusa una fase politica, siamo sostanzialmente alla quarta interruzione anticipata e bisogna con responsabilità lavorare a costruirne una nuova», commenta il capogruppo Mimmo De Biase. Deciso il sindaco Russo: «La Cdl ha rifiutato la condivisione di un programma su cui c’era l’accordo all’80 per cento, purtroppo hanno pesato sulla decisione le ferite mai rimarginate della sconfitta elettorale. Anche l’invio della commissione d’accesso non trova spiegazioni nell’operato di questa amministrazione che già si era distinta nella soluzione di annosi problemi come la torre Iacp». Per il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino, «è un’occasione persa per tutti i cittadini onesti».
GIUSEPPE MAIELLO – IL MATTINO 03/10/2006


