Qualiano. Una palestra all’aperto per la scuola Di Giacomo, accolta la richiesta della preside

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Non solo area di sosta a servizio di scuola e Biblioteca comunale, ma anche palestra all’aperto per gli alunni della succursale della “Salvatore Di Giacomo”. La richiesta accolta favorevolmente dal sindaco Ludovico De Luca e dall’assessore alla Pubblica Istruzione Valentina Biancaccio, è stata avanzata dalla dirigente scolastica, Angela Carandente Sicco, che questa mattina ha ufficialmente avuto in consegna le chiavi dell’area parcheggio, che si trova a pochi metri dalla succursale di via Macello, su via Pozzolaniello.

“Se oltre alla sicurezza dei nostri ragazzi, si possono favorire momenti, per vivere lo sport e le attività ginniche all’aria aperta, non possiamo che accogliere e sostenere la proposta della dirigente Carandente.- sottolinea il sindaco De Luca- Come Amministrazione siamo sempre molto vicini alle scuole del territorio che formano i nostri cittadini del domani.”
La possibilità di parcheggiare gratuitamente in uno spazio pulito e recintato, ma ricordiamo non custodito, è stata accolta favorevolmente da tutta la platea scolastica, che fa riferimento alla succursale della Scuola Media di via Macello. Nella stessa strada insiste anche la nuova sede della Biblioteca comunale, che è in via di completamento e trasferimento definitivo dalla vecchia ed angusta sede di via Roma.
“Sino a che la Biblioteca comunale non andrà in funzione, sarà il personale della succursale della Scuola Media “Di Giacomo” ad occuparsi dell’apertura e della chiusura del cancello dell’area di sosta negli orari di attività scolastiche. Poi sarà il personale comunale distaccato in Biblioteca ad assolvere a questo compito per dai ai fruitori della Biblioteca più tempo”, ricorda l’assessore Biancaccio con delega alla pubblica istruzione e Cultura.
Va da sé che lo spazio del parcheggio può essere utilizzato da chiunque ne abbia necessità, ricordandosi di farlo, per adesso, solo negli orari in cui si tengono le attività scolastiche se non si vuole rischiare di vedere, oltre l’orario scolastico la propria macchina “prigioniera” nel parcheggio chiuso.