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martedì, Giugno 25, 2024
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Faida di Ponticelli, 4 arresti nel clan Sarno: c’è anche il figlio di Ciro ‘o sindaco

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Si era ‘avutato’ e per questo doveva morire. E’ arrivata in mattinata la stangata all’ormai disciolto clan Sarno. In azione gli uomini della squadra mobile di Napoli, insieme ai colleghi di Prato, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di quattro presunti esponenti del gruppo che ha operato nel quartiere di Ponticelli, ritenuti responsabili dei reati di omicidio premeditato, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

Le indagini, che si sono avvalse del contributo dichiarativo di numerosi collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire il contesto criminale in cui è maturato l’omicidio di Paolo Colaiacolo ucciso il 19 giugno 1998 all’interno di una sala giochi del quartiere di
Ponticelli. Un omicidio eclatante, per espressa volontà del clan. Chi si ribellava alla ‘mamma0 doveva morire, Era questo il diktat di allora. Nella circostanza la vittima fu sorpresa dai sicari, che giunsero a bordo di un auto, mentre era intenta a giocare ai video poker. In particolare, l’omicidio fu deciso da Antonio Sarno e Ciro Esposito, all’epoca dei fatti reggenti del clan Sarno e materialmente eseguito da Vincenzo Cece, Antonio Tubello e Nicola Martinez. Il delitto si colloca nell’ambito di un contesto di particolare fibrillazione vissuto, all’epoca dei fatti, dal clan Sarno e causato dalla
scissione dal gruppo della fazione legata ad Antonio De Luca Bossa, antico alleato che dichiarò guerra ai propri sodali con un gesto clamoroso e tragico ossia l’esplosione dell’automobile su cui viaggiava Luigi Amitrano nipote dei fratelli Sarno, uccidendolo. Colaiacolo, secondo le risultanze investigative, fu ucciso perché, si schierò con gli scissionisti di De Luca Bossa. Martinez e Tubello sono stati catturati nel quartiere di Ponticelli mentre Sarno Antonio, figlio di Ciro, attuale collaboratore di giustizia e, all’epoca dei fatti, capo indiscusso del clan, è
stato catturato a Prato, ove si era stabilito da qualche anno. A Vincenzo Cece l’ordinanza è stata notificata in carcere ove era già detenuto per altra causa.

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