Ripartono i lavori pubblici a Marano: interventi per scuole, fogne e illuminazione pubblica

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Installazione di nuovi pali della pubblica illuminazione per dare un apporto migliorativo alla sicurezza delle strade. È quanto s’appresta a fare il Comune su buona parte del territorio cittadino, partendo dalle zone periferiche dove la carenza di luce è maggiormente marcata. L’Ufficio Lavori Pubblici attualmente diretto da Salvatore Di Pace, è riuscita a concordare una transazione economica per la rimozione dei vecchi pali della luce, sostituirli e poi farli andare in funzione. Zone come quelle di San Rocco e strade interne del centro antico saranno così servite al fine di evitare incidenti automobilistici ed anche per dare un minor senso d’abbandono alla popolazione locale. Un primo screening, con relative sostituzioni, da questo punto di vista venne fatta la scorsa primavera con sostituzione di decine e decine di pali pericolanti. Ora un nuovo intervento, già in corso da alcune settimane.

Ma non solo i pali della pubblica illuminazione. L’Ufficio Lavori Pubblici ed anche quello dell’Ambiente hanno predisposto nei giorni scorsi la pulizia di oltre 2000 caditoie in un territorio spesso soggetto ad allagamenti durante le piogge. Proprio il mancato drenaggio dell’acqua, ha comportato molto spesso la formazione di veri e propri laghi artificiali con traffico in tilt e numerosi interventi di messa in sicurezza di pompieri e Polizia municipale. Per tale motivo, strade e condutture idriche saranno oggetto di manutenzione straordinaria. Altro ambito in cui l’Ente di corso Umberto I e la commissione straordinaria sta tentando di intervenire è quello della manutenzione degli edifici scolastici cittadini, 18 in tutto. In questo modo, così almeno sperano l’Ufficio Lavori Pubblici e il prefetto Antonio Reppucci, si potrà consentire alle scuole del territorio di poter essere messe negli elenchi per accedere ai fondi Pon per progetti di abbellimento e di altra natura. Nel precedente bilancio venne apposta una cifra tra i 700 e gli 800 mila euro. Non poco, se si considera le drammatiche condizioni economiche del Comune in piano di riequilibrio finanziario e con il rischio mai scampato del tutto di un fallimento dalle conseguenze inimmaginabili.