Scritte, bombe ed intimidazioni contro i politici: condannata la banda Nfo

Scritte, bombe ed intimidazioni contro partiti, politici e giornalisti dell’area Giuglianese: arriva la condanna in primo grado per alcuni componenti della banda che si firmava con la sigla Nfo.
Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Dott. Antonino Santoro, a seguito di giudizio abbreviato, ha condannato, a vario titolo per gli episodi contestati, a 4 anni ed 8 mesi di reclusione Stefano Cangiano (il pm aveva chiesto 4 anni e 4 mesi), a 3 anni Salvi Paolo (il pm aveva chiesto 3 anni ed 8 mesi), a 2 anni ed 8 mesi Sequino Salvatore (il pm aveva chiesto 4 anni ed 8 mesi). Per Salvi Paolo e Sequino Salvatore, difesi entrambi dall’avvocato Luigi Poziello, è stata accolta l’istanza di scarcerazione, quindi i giovani sono stati sottoposti all’obbligo di firma.
A guidare il nucleo un uomo di Mugnano, Stefano Cangiano, promotore ed organizzatore del gruppo che nel giro di diversi mesi ha compiuto attentati contro i beni pubblici dei vari comuni dell’hinterland, tra cui Mugnano, Giugliano, Villaricca, Melito, Marano e Qualiano. Quattro le persone che finirono ai domiciliari: Cangiano Stefano , Sequino Salvatore, Paolo Salvi ed Esposito Luigi (che ha scelto il rito ordinario), più una serie di indagati a piede libero.

Le accuse erano, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo sovversivo (accusa poi caduta), violenza, minacce ad un corpo politico, amministrativo o danneggiamento aggravato con l’uso di armi ed esplosivi nei confronti di obiettivi istituzionali, tra cui le sedi dei comuni di Mugnano, Villaricca, Giugliano, Marano, Qualiano, Melito, la sede del Movimento 5 Stelle di Mugnano e quella di Equitalia, a Giugliano con l’esplosione di un ordigno artigianale. Gli episodi più gravi sono una sparatoria al portone di ingresso del comune di Qualiano e l’incendio della sala consiliare del comune di Marano intitolata al giornalista “Giancarlo Siani”.