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VINCENZO D’ALTERIO, IL NUOVO ALFIERE DEL CENTRO SINISTRA

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Diciamola tutta. C’è voluto un democristiano per traghettare i Dl nella stanza dei bottoni, poiché loro da soli, non ci sarebbero mai riusciti. A dispetto di tante finte resistenza, a dispetto dei sedicenti avvocati e professionisti i quali si dichiarano di sinistra ma guardano a destra, a dispetto dei tanti flaccidi candidati trombati nelle liste del centro sinistra, Vincenzino D’Alterio passerà alla storia di questa città come il vero ed unico traghettatore delle anime perdute del centro sinistra. Laddove non hanno potuto vecchi e nuovi sciamani e piccoli e grandi pensatori, la quadratura del cerchio è riuscita solo a lui. E’ indubbiamente il nuovo paladino dello sciagurato centro sinistra locale. Dopo 40 anni di finta opposizione e di chiaro “collateralismo” (con la DC prima e con Forza Italia poi), finalmente i sinistrati ci sono dentro e ora stanno a piano titolo nella stanza dei bottoni. Ci voleva un vero volpone opportunista di matrice centrista e dorotea per compiere un disegno di portata storica. Diavolo di un D’Alterio. Prima firma un documento dove scomunica Galdiero e la sua giunta e dieci giorni dopo è pronto a sostenere lo stesso primo cittadino in evidente difficoltà numerica. Anzi fa di più e da vero dispensatore di grazie politiche, porta in dote anche gli altri due consiglieri comunali. Ormai la Margherita è una ditta seria e D’Alterio oltre ad essere il suo profeta, è anche l’amministratore delegato. Pensa a tutto lui e gli altri non si devono preoccupare troppo. Basta solo che imparino l’arte di alzare il ditino in consiglio comunale, poiché come tutti sanno, è circa mezzo secolo che non lo fanno più.

Il nuovo traghettatore. D’Alterio ha attraversato in lungo ed in largo la vecchia politica. Quando è nato il trasformismo nella nostra città, lui già c’era. E’ passato indenne attraverso la prima e la seconda repubblica e si accinge a guadare anche la terza (quando questa verrà). L’unico momento in cui ha vacillato pesantemente è stato quando l’implacabile maresciallo dei carabinieri, Carlo Barresi, lo ha denunciato alla Procura della Repubblica per la storia del canile e dei presunti maltrattamenti agli animali. Un po’ di calvario giudiziario ed il nostro eroe ritorna di nuovo in sella: “Tutt’ a pposto, ma… dove eravamo rimasti ?” ha detto orgogliosamente ai suoi interlocutori di turno. Nelle ultimi elezioni amministrative ha visto l’intera evoluzione dei tavoli del centro destra e del centro sinistra. Ha visto papabili finti e papabili veri bruciare troppo in fretta. Mentre tanti altri continuavano ad infiammarsi ed a discernere tra Cacciapuoti, Onofaro e a disquisire sul sesso degli angeli, lui, da vero marpione politico, capendo subito tutta la “matrafca”, ha prontamente mollato la casa delle troppe libertà per approdare alla corte del mancato re Luigi Mancino. Giusto il tempo di guardarsi intorno e capire di quale “materiale umano” fosse composta la sterminata galassia del centro sinistra locale, ed ha subito re-inizato a tèssere la sua personale ragnatela fatta di alleanze strategiche ed amicizie trasversali. Il suo arrivo nelle file del centro sinistra in salsa qualianese ha prodotto solo malumori, battibecchi e persino qualche cazzotto. Ma il nostro eroe ha continuato a tenere duro e non ha battuto ciglio. I professori di politologia e grandi vecchi presenti a iosa non lo hanno turbato affatto. I tanti e sterili “bla bla bla” lo hanno caricato e motivato ancora di più. E’ il politico che riesce a capitalizzare di più nel mediocre teatrino locale. Riesce ad ottenere dapprima la candidatura ed allo step successivo arriva addirittura a farsi rieleggere consigliere comunale nelle file della Margherita. Tra finti comunisti, finti preti ed ex democristiani, riesce a trovare un suo spazio e ad avere una sua personale linea politica che poi sarà quella che sposerà tutto il partito. Scienziati e sciamani restano stupefatti da cotanta astuzia umana e cotanta superbia politica. Tutti zitti, tranne qualcuno ovviamente. Un gigante tra i nani è proprio il caso di dirlo. L’estate passa in fretta ed iniziano le prime grane per Galdiero. L’Udeur esce e sbatte la porta: “Acqua o morte” gridano i mastelliani. Dieci contro dieci e non sono previsti neanche i tempi supplementari. Il primo cittadino non molla :”Va tutto bene” dice il doctor in televisione che rassicura i panzatuosti: “Rispetteremo il patto elettorale con il centro sinistra e con la Margherita”. Finalmente ci siamo e quando il gioco si fa duro, si sa, i duri scendono in campo ed iniziano a giocare. L’ex finanziere fattosi consigliere ed assurto a nuova guida di un centro sinistra ormai allo sbando, comincia a giocare d’azzardo, anzi inizia addirittura a bluffare. Prima firma la scomunica e tiene i dieci improbabili rivoluzionari sul filo del rasoio e il giorno dopo va dallo stesso sindaco e detta le sue condizioni. “Io subito assessore e la Margherita immediatamente in maggioranza”, queste in estrema sintesi le pesanti clausole poste a Galdiero, il quale, visti i numeri risicati, può solo annuire ed approvare. Nel resto della maggioranza tutti d’accordo e Vincenzino nostro viene accolto da una standing ovation in sala giunta. Tra patti chiari ed amicizie lunghe il nostro eroe inizia a correre troppo ed i tempi extralarge del centro sinistra qualianese si restringono subito. Le ere geologiche, necessarie per avviare i ragionamenti fra Mancino & Company, diventano ben presto attimi nei quali bisogna scegliere presto e bene. Ci vuole orecchio e naso in queste cose e perdersi in inutili ed interminabili riunioni di partito o pubblicare i soliti comunicati stampa può essere solo controproducente. Ma niente paura “Pensa a tutto Vincenzino vostro, che è qua solo per servirvi”. Lui avanti ed il resto dei peones della Margherita a corrergli dietro con il fiatone. Tra 10 firme false, tra il finto centro destra e l’improbabile centro sinistra all’opposizione, il sindaco ormai si fida solo di lui. Gli altri fanno troppe simulazione per i suoi gusti. E proprio come in “Last action hero”, la poltrona dell’UCQ, occupata dal fragile assessore Nocera, è subito messa a disposizione del nuovo gigante della Margherita. Niente male Vincenzo, davvero niente male. Dove non hanno osato le aquile hanno potuto le colombe, pardon, i piccioni.

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