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QUALIANO: A.A.A. POLITICA CERCASI

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Il nostro paese sta attraversando una stagione politica di confusione, al limite della schizofrenia generale. Il sindaco, nel presentarsi alla passata competizione elettorale con propria lista civica “ Unione Democratica” ed a capo di una coalizione, assunse che, una volta eletto, avrebbe aderito ad un partito (precisò) non di centro-destra. Sono passati ben nove mesi il dott. Galdiero sta ancora riflettendo dove collocarsi .
Il presidente del consiglio comunale, dott. Granata, dopo l’espulsione dal partito socialista SDI-Rosa nel Pugno, avendo già “abitato” in quasi tutti i partiti del centro-sinistra, non sappiamo dove troverà collocazione; e cosi dicasi per altri amministratori della maggioranza. Nessuna legge impone ai consiglieri comunali l’iscrizione ad un partito, l’adesione non è un obbligo ma, tutti sappiamo che avere collegamenti partitici ai superiori livelli istituzionali (Regione e Provincia) è comunque vantaggioso per gli interessi del Comune.

Il Consiglio Comunale, a tutt’oggi, non sta dando prova di operatività e di coerenza politica. Per molti consiglieri cambiare continuamente le decisioni sta diventando quasi motivo di vanto (beati loro). Emblematica è la decisione del 25 gennaio 2007 degli undici consiglieri di sfiduciare il Sindaco. Dal notaio, per la formalizzazione della crisi, se ne presentarono solo dieci. L’undicesimo sbagliò direzione…si perse per strada. Oppure il documento del gennaio scorso, dal quale si legge testualmente: “i sottoscritti consiglieri comunali di Qualiano costituiscono un accordo politico programmatico da far valere in sede di consiglio comunale quale unica forza di opposizione alla attuale maggioranza e convengono, sin d’ora di stabilire un percorso unitario su ogni argomento posto all’ordine del giorno…..” Ed invece, dopo appena pochi giorni dalla firma del predetto accordo, tre di loro, tutti del partito della margherita, hanno accettato di entrare in amministrazione senza curarsi del predetto documento sottoscritto ( …una volta bastava una stretta di mano per onorare un accordo….) E, in tutto questo, il Sindaco, pur di mantenere la poltrona assorbe e metabolizza tutto: non ha provato e non prova imbarazzo o scorno alcuno ad accettare voti di consiglieri che la notte si riuniscono e tramano per sfiduciarlo… e la mattina dichiarano di sostenerlo.

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Due dei partiti protagonisti della vittoria elettorale che hanno consentito a Galdiero essere eletto Sindaco non sono presenti in Amministrazione: uno è lo SDI- Rosa nel Pugno, perché il Sindaco non ha onorato gli impegni assunti in fase pre-elettorale; l’altro è l’UDEUR, contrario alla privatizzazione dell’acqua. Eppure, un minimo di decenza politica avrebbe voluto che, nel momento in cui si cambiava maggioranza consiliare, ci fosse stato un dibattito politico in Consiglio Comunale nel quale i consiglieri si sarebbero assunte le proprie responsabilità di fronte alla cittadinanza. Ed invece niente.

La scelta di privatizzare l’acqua è stato un tradimento nei confronti dei cittadini. Nel corso della campagna elettorale firmammo un documento dal titolo “ Giù le mani dall’acqua” con il quale assumemmo l’impegno di non privatizzare il servizio idrico. Anche per quell’impegno i cittadini ci hanno dato il loro consenso, e ora…”passata la festa, gabbato lo santo”. Per quale motivo si è cambiata una così importante decisione? Sono subentrati fatti talmente importanti da non far onorare l’impegno assunto con i cittadini? Ed allora perché non si è informato il Consiglio Comunale e la cittadinanza? Non è credibile – anzi, è ridicola- la giustificazione di dover privatizzare per far fronte all’evasione del pagamento dei consumi idrici da parte dei cittadini. Se così fosse, basterebbe riorganizzare l’ufficio tributi per combattere l’evasione.

La Margherita che sul problema acqua, dalle elezioni e sino a tempi recenti, anche con manifesti pubblici, si è sempre pronunciata contro la privatizzazione, ed oggi, pur di sedersi in maggioranza, si è dovuta “lavare” la coscienza con… “acqua privata”.
Questo partito – la Margherita – si è presentato alle elezioni come partito capofila della coalizione Ulivo – Verdi – Rifondazione comunista – DS e Lista civica Unione e Libertà, con Mancino candidato sindaco, in alternativa alla coalizione Galdiero. I tre consiglieri, tutti della margherita, sono stati eletti con i voti di tutta la coalizione, ovvero, anche con i voti dei DS, dei Verdi, dell’Ulivo e della Lista Civica. Oggi, con la camaleontica scelta di entrare in maggioranza, la Margherita, non solo rompe il patto di unità con i partiti alleati nella competizione elettorale, ma compie un’operazione politica suicida, in quanto, entra in Giunta, dopo 9 mesi di anticamera (e ci sarebbe rimasta), in sostituzione dell’Udeur.

E per quanto riguarda la società Multiservizi qual è la scelta dell’Amministrazione? Avevano più volte ribadito che le spese generali della Società (compensi al consiglio di amministrazione, ai revisori contabili, fitti locali, ecc…) rappresentavano un aggravio sulle bollette della spazzatura e che, quindi, si sarebbe valutata l’opportunità di trasformarla in azienda speciale. Ed invece, è bastato cambiare il consiglio di amministrazione, mettere persone politicamente fedeli, e tutto si è aggiustato… e tutto va bene.

Il Sindaco non perde occasione di affermare di aver trovato casse comunali vuote, parla di un deficit finanziario di circa 30 miliardi di vecchie lire. In una seduta di Consiglio, il consigliere Palma gli replicò che si trattava di una cifra stratosferica e nell’invitarlo a provarla con documenti, aggiunse che, qualora il debito dei 30 miliardi fosse stata provato, si sarebbe dimesso da consigliere comunale, a risarcimento del disastro arrecato alla cittadinanza. Silenzio assoluto. Nessuno dei consiglieri transitati dalla vecchia alla nuova maggioranza intervenne.
Non vorremmo che il grido martellante del debito dei 30 miliardi fosse la scusa, il pretesto, per giustificare altre scelte, come ad esempio la decisione di privatizzare l’acqua: ”non ci sono soldi per organizzare l’ufficio acquedotti e quindi dobbiamo affidare la gestione al privato”. Ma poi, se davvero mancano i soldi, perché si fanno assunzioni di professionisti esterni e si stipula una convenzione con un avvocato (ovviamente non residente a Qualiano) per circa settantamila euro all’anno?

Il radicale cambiamento promesso in campagna elettorale, sul quale la cittadinanza aveva riposto molte speranze, si sta rilevando un grande bluff politico. Si avverte tra i cittadini un clima di crescente sfiducia e rassegnazione. A tutt’oggi questa amministrazione non riesce a rendere comprensibile la strategia politica-amministrativa. Non sono chiari gli obiettivi. Si ha l’impressione che si operi alla giornata, senza che vi sia un disegno atto a risolvere i problemi della cittadinanza.

Lo scorso dicembre l’amministrazione organizzò un convegno dal titolo” Il Comune che Cambia”. Pensammo, fiduciosi, che lo scopo era quello di riorganizzare gli uffici comunali alla luce anche di cambiamenti normativi, valorizzando la professionalità del personale interno. Invece sono stati assunti professionisti provenienti da altri comuni. Perché? Con quale criterio? Se serviva potenziare il personale comunale, perché non sono stati scelti professionisti di Qualiano? Non per fare “campanilismo, ma è mai possibile che in un paese di circa 30.000 abitanti non vi sono cittadini con requisiti adeguati per ricoprire gli incarichi assegnati ai professionisti esterni?

I fatti sopra riportati, i comportamenti di alcuni consiglieri comunali e dello stesso sindaco, gli impegni assunti e non rispettati, portano al suicidio della politica anzi, della Politica, intesa come libero confronto democratico nell’esclusivo interesse dei cittadini, creano qualunquismo, seminano rassegnazione, sfiducia, apatia, scoraggiano ed allontanano ulteriormente i giovani dall’impegno civile per la collettività, per il Paese.

I grandi problemi che attanagliano il nostro Comune, dalla Società Multiservizi all’acqua che deve restare pubblica, alla necessaria riorganizzazione degli uffici comunali, agli insufficienti trasporti pubblici, all’asfittico traffico, ecc… sono problemi che, come Socialisti, nonostante le difficoltà ad aver accesso agli atti comunali (non avendo più il rappresentante socialista in consiglio), saranno oggetto del nostro impegno politico. A tale scopo facciamo formalmente richiesta pubblica al Sindaco di consentire, ad un nostro rappresentante, di prendere visione degli atti comunali, delibere di consiglio e di giunta e determine dirigenziali al fine di poter esercitare la nostra funzione di proposta politica.

LUIGI MAURIELLO
Sezione di Qualiano SDI – Rosa nel Pugno

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