Secondo appuntamento di Internapoli.it con i segretari di partito dell’area giuglianese. Facciamo il punto della situazione politica, ad un anno dalle prossime elezioni, con il segretario cittadino del Nuovo Psi Francesco Mallardo.
Salvo eventuali colpi di scena la città si accinge a vivere l’ultimo anno dell’esperienza Tagliatatela. Come giudica lei l’operato di questa amministrazione?
Questa amministrazione di centro-sinistra a Giugliano ha fatto quattro anni fallimentari. Ha avuto problemi fin dal giorno del suo insediamento. Io ricordo che quando eravamo in sala consiliare per il primo consiglio comunale mentre il sindaco presentava il suo programma e la sua giunta, fuori, alcuni partiti della stessa maggioranza già avevano messo per le strade della città dei manifesti in cui dichiaravano di non riconoscersi nella giunta scelta dal sindaco. Questo è stato solo il primo sintomo dei tanti malumori e dei dissensi che poi via via si sono manifestati all’interno della stessa maggioranza in questi quattro anni. Sono stati anni di confusione totale. Si è passati da una giunta tecnica ad una politica per poi ritornare a quella tecnica. Non sono riusciti a garantire quasi mai il numero legale in aula. Si registrano incredibilmente più consigli comunali saltati rispetto a quelli che si sono effettivamente tenuti. Tutto ciò a discapito dei cittadini che stanno subendo e subiranno anche in futuro i danni di questo immobilismo.
Tagliatatela non potrebbe cadere prima della scadenza del suo mandato?
Sinceramente credo che non accadrà. Sono trascorsi inutilmente quattro anni e passerà così anche il quinto, spero con meno danni possibili per i giuglianesi.
Nonostante tutti questi litigi interni alla maggioranza, perché il sindaco non è mai stato sfiduciato?
Noi con Castaldo abbiamo avuto il coraggio di rassegnare le nostre dimissioni appena abbiamo constatato che non era possibile continuare con quel tipo di amministrazione. Loro, invece, non hanno avuto lo stesso coraggio e continuano a rimanere attaccati alle loro poltrone anche se poi ogni giorno se ne dicono di cotte e di crude. Li ho paragonati in un mio intervento in consiglio comunale ai centauri, figure mitologiche dell’antica Grecia con la testa di uomo e il corpo di un cavallo. Loro invece sono metà uomini e metà sgabello consiliare, al quale hanno infatti dimostrato di essere indissolubilmente attaccati.
Quanto siete stati vicini a far cadere il sindaco?
Per due volte ci siamo dati appuntamento da un notaio. Sulla carta c’erano le sedici firme poi all’improvviso qualcuno della maggioranza ha fatto marcia indietro, caso Di Napoli docet.
Chi ha più colpe, Tagliatatela o i partiti?
Tagliatatela ha sbagliato in tutto. Lui è un buon tecnico ma fare il politico è un’altra cosa. Il politico deve avere in sé l’arte della mediazione, deve sapersi confrontare con tutta la maggioranza che lo sostiene, deve saper sintetizzare fra le varie anime di una coalizione. Tutte qualità queste che il sindaco ha dimostrato di non avere durante il suo mandato. Però anche tutti quelli che hanno fatto parte di questa amministrazione: assessori, segretari di partito, consiglieri della maggioranza sono altrettanto colpevoli e devono assumersi tutte le responsabilità. Ora qualcuno finge di farsi venire dei mal di pancia come se poi non avesse fatto parte di quest’ amministrazione.
A chi si riferisce?
Penso per esempio a Nello Palumbo che ha parlato nei giorni scorsi di voler togliere la fiducia al sindaco. Perché solo ora? Perché non lo si è fatto entro il 24 febbraio, così almeno saremmo potuti andare a votare già il prossimo 27 e 28 maggio? Mi viene da pensare che queste siano solo chiacchiere, solo scuse per tirare avanti un altro anno.
Che tipo di opposizione è stata fatta in questi quattro anni?Sentite di aver fatto tutto ciò che era nei vostri poteri o si rimprovera qualcosa?
La perfezione nessuno riesce a raggiungerla, soprattutto in politica. Sicuramente anche questa opposizione avrebbe potuto fare di più. Saremmo dovuti essere forse più coesi e compatti di quanto abbiamo dimostrato di essere e probabilmente avremmo riportato qualche risultato in più, mettendo ancor più in difficoltà questa “finta giunta”.
Con quale coalizione si presenterà il centro-sinistra alle prossime elezioni?
Sinceramente non so. Ho dei seri dubbi che riescano anche ad andare uniti perché i rapporti che si sono creati in questi quattro anni fra di loro sono deteriorati anche a livello personale oltre che politico. Sarà difficile ricomporre una coalizione oramai sfaldata non solo fra i vari partiti ma anche all’interno dei partiti stessi.
Quali sono attualmente gli equilibri all’interno della coalizione di centro-destra?
Alla fine di ogni ciclo amministrativo c’è sempre bisogno di mettere a punto i rapporti tra i partiti, soprattutto se bisogna prepararsi ad lunga campagna elettorale come la prossima. I rapporti tra di noi sono comunque buoni.
Prevede qualche novità per le prossime elezioni? Nascerà qualche nuova alleanza?
La politica è in continua evoluzione. Non esiste un’unica ricetta. Non rimarrei nemmeno sbigottito se dovessero riproporre un Tagliatatela-bis. Oramai non c’è niente più che ci meraviglia di questa maggioranza. Noi come Nuovo Psi saremo sicuramente contro questo centro-sinistra attuale ma non disdegneremo, se ci saranno coalizioni di tipo trasversale tra i due poli, di aderire a queste.
State allora cercando di costruire un terzo polo che stia al centro delle due coalizioni?
Siamo disponibili a trattare con le altre forze che militano attualmente nel centro-sinistra che decidessero di spostarsi in una posizione più centrista. In tal caso anche noi saremmo disposti a guardare ad un posizione di più di centro. Anzi posso dire che sto già lavorando a Giugliano per una coalizione di questo tipo. Già ne ho parlato con i segretari degli altri partiti, ma siamo ancora troppo lontani dal voto per prendere una decisione.
Lei ha affermato in passato che Giugliano ha bisogno di una persona che abbia già esperienze politiche alle proprie spalle…ma con questo probabile nuovo terzo polo centrista, l’identikit del prossimo candidato a sindaco potrebbe anche corrispondere a Giovanni Pianese?
Io non voglio tirare volate a nessuno. Non ho un’idea di chi potrebbe essere il candidato sindaco. L’esperienza politica non coincide per forza con l’età anagrafica. Che sia giovane o meno è relativo. Ci sono parecchie persone che pur essendo giovani vantano tuttavia una lunga militanza all’interno della politica. Io pur avendo trentasei anni sono oramai ben tredici anni che faccio il consigliere comunale di questa città.
Quali allora devono essere i criteri di scelta per il candidato a sindaco?
Innanzitutto il prossimo candidato deve avere alle spalle un’esperienza politico-amministrativa, come ad esempio essere già stato consigliere comunale. Ciò affinché sappia, il giorno dopo le elezioni, dove andar a mettere le mani. Poi deve aver dimostrato di incontrare i favori della gente, cioè di saper prendere molti voti. Ci sono persone che pretendono di candidarsi a sindaco ma che se poi si candidano a fare il consigliere non vengono nemmeno elette. Lo stesso Tagliatatela quando si candidò nel 1997 come consigliere prese poco più di cento voti. Il candidato sindaco non deve essere uno che viene trainato dai partiti ma bensì deve trainarli, essendo egli il valore aggiunto.
Vuole dunque un ritorno della politica e dei partiti?
Ultimamente parecchi soggetti appartenenti alla società civile, soprattutto professionisti di grido, sono entrati in politica dalla porta principale senza fare quella gavetta che ho fatto io e tanti miei colleghi. Che i professionisti continuino a fare i professionisti e facciano fare la politica a chi la sa fare. Le rovine politiche di Giugliano sono dovute anche a questo.
Oggi si litiga solo per avere un ruolo in poltrona come assessore o qualche altro incarico. Questi sono argomenti banali. Io anche quando ero in maggioranza non ho mai voluto fare l’assessore anche perché ritengo che il consigliere comunale, con l’attuale legge, se sa fare bene il proprio ruolo conta più di un assessore. Bisogna ritornare ad una politica seria, bisogna ritornare a parlare di contenuti e di pensare agli interessi di tutta la cittadinanza e non solo di pochi. Ci vogliono programmi seri e lungimiranti, dove tutti remino nella stessa direzione. Una buona amministrazione nasce da un matrimonio riuscito fra i consiglieri eletti, il sindaco e la giunta, dove ognuno nel proprio ruolo si adopera per il raggiungimento degli obbiettivi stabiliti nel programma. Si vede che quello del centro-sinistra non è stato certo un buon matrimonio.

