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domenica, Giugno 16, 2024
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Accoltellato 20 volte a Napoli per un telefonino, Arturo trasferito al Monaldi: le condizioni

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Non appartiene «ad un contesto di clan» ed i suoi genitori «sono incensurati» fa sapere Luigi Rinella, capo della Squadra Mobile di Napoli, ma per lui ora c’è l’accusa di tentativo di omicidio. È il 15enne fermato dalla polizia nell’ambito delle indagini sul ferimento del 17enne accoltellato alla gola e al torace nel pomeriggio di lunedì scorso nella centrale via Foria. Le indagini proseguono per individuare altri tre componenti della babygang che ha accerchiato e aggredito Arturo. Decisive sono state le testimonianze del ragazzo ferito e di un altro giovane che era stato bloccato poco prima dal gruppo, le immagini di alcune telecamere e l’attività sul territorio delle forze dell’ordine.«In base ai primi accertamenti – dice Rinella – il ragazzo ha svolto il ruolo di gancio, sia nell’episodio del giovane fermato poco prima dell’aggressione al 17enne sia quando poi è stata la volta del minorenne ferito. Un modus operandi semplice che consiste nell’avvicinare la vittima, chiedere l’ora per accertare il possesso di telefonini ed altri oggetti di valore e poi agire, anche con violenza se necessario».Una violenza che ha spinto i genitori di Arturo e migliaia di ragazzi, a partire dagli studenti del Liceo Cuoco Campanella frequentato dal 17enne accoltellato, a scendere in piazza venerdì scorso per dire basta alla violenza.

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