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COMITATO ANTI DISCARICA. ONOFARO E TAFUTO: «ECCO LE NOSTRE RAGIONI»

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Un comitato per la salute pubblica a tutela dei cittadini di Qualiano per la chiusura della discarica di Via Ripuaria. Gennaro Tafuto presidente di Alleanza Nazionale, sezione di Qualiano e il capogruppo in consiglio comunale Salvatore Onofaro, spiegano le ragioni che hanno spinto dirigenti e simpatizzanti del partito di Fini, a mettere in piedi un comitato composto anche da persone senza vincoli politici e semplici appartenenti alla società civile.

Come mai un comitato “ambientalista” nasce sotto il simbolo di un partito politico come Alleanza Nazionale?
Riteniamo che l’attuale amministrazione di Qualiano, al momento che si è insediata, con la maggior parte di nostri ex colleghi di maggioranza non ha prodotto alcun risultato – afferma Salvatore Onofaro – ci dispiace che persone le quali hanno firmato con noi una lettera di sfiducia al sindaco Galdiero oggi si trovino in amministrazione. Sulla discarica, poi, crediamo che c’è stato un momento di disattenzione da parte del sindaco e che questa amministrazione non ha fatto il possibile per scongiurarne l’insediamento, come invece è accaduto in altri comuni della Campania.

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La discarica ormai è satura ed è prossima alla chiusura, non pensate che la nascita di questo comitato potrebbe apparire come una scusa per accaparrarsi il merito di averla fatta chiudere?
Si sbaglia a pensarla così – risponde Tafuto – sono mesi che An è impegnata a sensibilizzare i cittadini verso il problema di Cava Riconta. Sei mesi fa divulgammo un manifesto che denunciava i miasmi che gli abitanti più prossimi alla discarica erano costretti a subire e ora stiamo facendo uno sforzo per aggregare il maggior numero di persone per avviare azioni di protesta.

Cosa avete in programma?
Domenica mattina il comitato si riunisce in Piazza Rosselli dalle 10 alle 13, durante la Domenica ecologia per informare i cittadini che abbiamo incontrato il rappresentante di An della Commissione sanità alla Regione Campania, dal quale abbiamo ricevuto ampia disponibilità a farci incontrare con l’assessore alla sanità e ricevere sostegno alle nostre iniziative. Ci sentiamo offesi insieme a tutti i Cittadini di Qualiano del perché siamo costretti a vivere in queste condizioni, con la puzza che entra nelle nostre case. Siamo convinti che si stia perpetrando un vero e proprio reato ai danni dei cittadini di Qualiano.

Che fine hanno fatto le centinaia di persone che presidiavano la cava durante i primi giorni di sversamento dei rifiuti?
All’inizio la determinazione di condurre la protesta per scongiurare l’apertura della discarica era molto forte, poi con il passare del tempo, è subentrata la rassegnazione. Ma questa volta andremo avanti, fino in fondo. Ci costituiremo parte lesa e ci avvarremo di un legale per far valere i nostri diritti.

In altre parti della Campania, grazie alla forza dell’unione tra politica e società civile si è riusciti a scongiurare l’apertura di altre discariche, come mai non è successo anche qui da noi?
Quando ero vice sindaco e assessore all’ambiente – afferma Onofaro – sono stato denunciato per aver ostacolato un servizio pubblico. Avevo emesso un’ordinanza che vietava l’ingresso dei Tir sul territorio di Qualiano che si dirigevano alla discarica di Settecainati. Ho ricevuto per quel provvedimento, un avviso di garanzia e solo pochi giorni fa il caso è stato archiviato e non è seguita nessuna condanna.
I comitati insediatisi per bloccare i lavori di messa in opera – continua Tafuto – venivano ostacolati dalla Polizia che ha più volte represso le azioni di protesta, quelle più aspre naturalmente, per cui le persone hanno dovuto arrendersi e limitare la protesa ad un presidio permanente all’ingresso del viale della discarica, che poi col tempo si è dissolto. Quei cittadini si sono sentiti abbandonati prima di tutto dalle istituzioni, che non hanno voluto sentire le loro ragioni. L’apertura della discarica è stata un’imposizione senza alcun tipo di trattativa equa e vantaggiosa per ambo le parti, ancorché le precedenti promesse, fatte dall’allora commissario Catenacci, sono state puntualmente disattese.

La discarica si trova nel territorio di Villaricca, come mai i comitati e le proteste degli ultimi giorni partono principalmente da cittadini di Qualiano?
Questo succede semplicemente perchè il territorio maggiormente danneggiato è il comune di Qualiano, – dichiara Onofaro – dove per ragioni geografiche e per la maggiore vicinanza al mare, nei confronti di Villaricca, il vento copre tutto il territorio qualianesi dei miasmi insopportabili, lasciando invece il territorio di Villaricca, quello urbano naturalmente, fuori da questo problema, anche l’Oms ha stabilito che l’aumento dei tumori sull’intero territorio non si giustificherebbe altrimenti. Le case hanno perso valore. Qualiano ha avuto un vero e proprio calo d’immagine, ecco perché abbiamo deciso di scendere in campo direttamente. La cosa che ci preoccupa maggiormente e che si continui ad approfittare di questo territorio, magari attraverso l’utilizzo di altri siti nelle vicinanze della discarica.

Ieri (giovedì 19 aprile, ndr) abbiamo tentato di accedere all’interno della discarica per verificare le condizioni di lavoro, ma non ci hanno fatto entrare. Siete riusciti voi del comitato a fare un sopralluogo all’interno?
Lo abbiamo chiesto più volte – risponde Tafuto – ma non ci hanno mai consentito di accedere alla zona della Cava e ci chiediamo perché: cos’hanno da nascondere? Questo atteggiamento da “zona militare” ci fa pensare che all’interno della discarica succedono cose che non si devono far sapere, che devono restare segrete. Io credo invece che i cittadini hanno il diritto di sapere e verificare che i lavori proseguono secondo protocolli corretti e nel rispetto degli accordi che il commissario Bertolaso aveva intrapreso con i residenti all’epoca delle trattative.

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