PUBBLICITÀ
HomePoliticaMORGERA, IL RUGGITO DEL RE LEONE

MORGERA, IL RUGGITO DEL RE LEONE

PUBBLICITÀ

E’ indubbiamente un brutto periodo per i politici e per la politica locale. Sindaci “under pressure”, assessori che faticano, consiglieri che si dimenano, improbabili ex che cercano rivincite e si riorganizzano richiamando alle armi improvvide truppe raccolte nei bar sulla circumvallazione e vecchi ed indomiti guerrieri che dissotterrano l’ascia di guerra all’ombra del tiglio. Se poi a tutto questo ci aggiungete una spruzzatina di “polemicucce” tutte locali, uno sprizzetto di beghe da cortile in salsa qualianese e poi shakerate tutto, beh allora siete pronti ad ingurgitare un vero e proprio cocktail di puro veleno. Ma non vi preoccupate troppo, poiché siamo solo alla vigilia di una strisciante, subdola e sotterranea guerra globale fra i soliti guelfi e gli inverosimili ghibellini. Il nostro QualianGate tanto per intenderci. Ebbene, dopo quasi un anno, sembra che la luna di miele fra il nuovo capopopolo, eletto solo nel maggio 2006, e i panzatuosti, oriundi e non, sia finita. In queste ultime settimane volantini anonimi, manifesti di protesta, pubbliche dissociazioni, marciapiedi che gridano vendetta e clamorose prese di distanza da “questo, codesto e quello”, ormai non si contano più. Siamo alla vigilia di una nuova stagione di corvi, veleni e rancori dunque? E’ ancora presto per dirlo, ma le premesse, a quanto pare, ci sono (quasi) tutte. C’è stata poi la classica ciliegina sulla torta che fa ancora bella mostra di sé sui muri della nostra città e si presenta con tutti i sapori e gli aromi tipici del succulento cocktail “made in Qualiano”. Parliamo di un manifesto, un semplice manifesto, scritto, pensato, pubblicato ed esposto al pubblico dall’avvocatissimo per eccellenza e cioè Stefano Morgera. Per molti addetti ai lavori, l’anatema lanciato a Galdiero, costituisce il preludio ad una nuova stagione politica nella nostra città. La firma poi, è una vera e propria dichiarazione di guerra scagliata nei confronti dell’attuale primo cittadino. Quel “Partito Democratico” scritto in basso a destra, non è stato buttato lì a caso: è una vera è propria chiamata alle armi dei patrioti qualianesi contro il nemico di sempre e cioè il rinnovato pericolo giallo. C’è una precisa e lungimirante strategia dietro quella adesione alla nuova Cosa di centro sinistra. Il progetto dovrebbe ricalcare i fasti dell’epica battaglia del 1993, quando per solo una manciata di voti, Stefano Morgera non fece bingo proprio contro Galdiero. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, appena 10 mesi fa, l’avvocato insieme a Galdiero sul palco, intonava “Vola colomba bianca vola”.

Verso il partito democratico. Il disegno dicevamo è abbastanza chiaro ed i contorni sono facilmente intuibili. Nel nuovo progetto del PDQ, ovvero il Partito Democratico Qualianese, gli ingredienti abbondano: dovrebbe esserci molta sinistra “in sonno”, tanto centro “dormiente”, qualche innesto a riposo forzato proveniente dalla destra e i (tanti) scontenti che numerosi dovrebbero giungere da ambedue gli schieramenti. Il tutto condensato in un’unica lista di venti nomi e collegata ad un solo candidato sindaco, unico, globale e totale, chiamato Stefano Morgera. Se la condanna a Galdiero è stata quasi immediata e senza appello è perchè l’ex podestà di Qualiano con base in piazza D’Annunzio, ha chiaro in mente una cosa sola e cioè quella di ritornare da protagonista sulla scena politica locale. Il ruolo di gregario, comprimario mancato e difensore civico in pectore dei panzatuosti non gli basta più. Del resto nuovi spazi politici ed elettorali si stanno aprendo sui tre diversi fronti della politica, e per chi la politica la fa da una vita, dedicarsi ad essa rappresenta quasi un bisogno fisico, anzi è proprio come un’interminabile amplesso e non c’è età anagrafica che tenga di fronte a cotanta e tracotante passione. Appena si accende la luce “politica” il vecchio leone ritrova come d’incanto verve e spirito giusto. “Questi politicanti da strapazzo gli fanno un baffo all’avvocato Morgera” ribatte con rinnovato vigore un pensionato in via Roma, commentando il manifesto di scomunica. I ben informati addirittura dicono che fra piazza D’Annunzio e via Roma più di uno abbia avuto gli occhi umidi quando ha saputo della notizia della discesa in campo : “Allora, è overe” (allora è vero ndr).



Nuovi spazi e nuovi scenari. A sinistra, dopo la cocente delusione elettorale, c’è un bisogno disperato di leader credibile, spendibile e con un forte appeal elettorale. Luigi Mancino non rappresenta più una coalizione di partiti in eterna crisi di credibilità politica. Per ora, tranne Ludovico De Luca, sul quale grave però il peccato originale di aver condiviso 10 anni di amministrazione Schiano, nella sciagurata ex Unione delle sette forze “ammosciate” del centro sinistra non si vede più nessuno all’orizzonte in grado di assurgere a nuovo cundactor. A destra invece più che di grandi spazi e sconfinate praterie, siamo in presenza di un vera e proprio area desertica. Il vescovo democristiano ed ex papabile sindaco, Mario Cacciapuoti, ha ormai abdicato già da tempo al ruolo di intransigente oppositore in consiglio comunale, anzi a dire la verità non ha mai iniziato, e per molti addetti ai lavori egli rappresenta solo il jolly segreto che Galdiero calerà sul tavolo della politica se casomai dovesse esserci qualche altra e pericolosa defezione. Un’altra cellula in sonno insomma, pronta ad allearsi con l’attuale sindaco al momento opportuno. Lo strano silenzio dell’Udc in questi faticosi giorni e la totale assenza di una linea comune del centro destra sui noti fatti di cronaca, dimostrano scientificamente tutte le contraddizioni della Cdl, luogo politico indefinito, dove ormai tutti sono contro tutti. Per chi ha “gestito” la cosa pubblica nell‘ultimo decennio, la traversata nel deserto è appena iniziata e sarà dura sopravvivere altri 4 anni. Tranne qualche solitaria raccolta di firme ed altri ammennicoli del genere, nessuno sa da che parte andare ma soprattutto che pesci pigliare. Una volta c’era “Michele nuosto” che pensava a tutto, ora non più. “Si salvi chi può” è il grido disperato di molte peones rimasti orfani.



Il partito del sindaco. Anche il continuo tergiversare del sindaco e i continui rinvii al percorso politico da intraprendere, rafforza l’idea ed il progetto della nascita del Partito Democratico a Qualiano, anzi, giocoforza, lo rende addirittura urgente e necessario. Scegliere adesso significa anche dare piena legittimità politica non solo alla sua lista, ma all’intera coalizione che ha vinto le elezioni. Non farlo, invece, significa trasformare anche il più innocuo degli agnellini in un pericoloso leone. Se Stefano Morgera continua ad essere un punto di riferimento anche per molti pezzi di Rinascita Democratica, cioè la lista più forte che sostiene il sindaco, da questo momento in poi l’appoggio e la condivisione totale della linea politica della lista dell’elefantino, potrebbe non essere più incondizionata e questo indubbiamente non rafforza un sindaco ed una amministrazione che nel primo anno di vita, ha già avuto troppe gatte da pelare, se proprio vogliamo usare un appropriato eufemismo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ