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HomePoliticaLA CDL: «SINDACO E ASSESSORE MALLARDO RICONOSCANO LE LORO RESPONSABILITA'»

LA CDL: «SINDACO E ASSESSORE MALLARDO RICONOSCANO LE LORO RESPONSABILITA’»

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Angelo D’Alterio, 57 anni, capogruppo di An in consiglio comunale, in politica dal ’96, sposato con quattro figli. Raffaele Cacciapuoti, 26 anni capogruppo Udc alla prima esperienza consiliare e Francesco Guarino 28 anni, capogruppo di Forza Italia anch’esso alla prima esperienza consiliare, insieme agli altri consiglieri comunali di opposizione, sei su venti, rappresentano il centro destra villaricchese, ritrovatisi insieme a tutta l’amministrazione, all’indomani dell’insediamento, a fronteggiare un problema che col passare dei mesi è diventato sempre più grande: la discarica di Cava Riconta, aperta con l’ordinanza n.241 del 10 luglio 2006 del ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci, poi convertita in un Decreto Legge il 6 ottobre con la firma del Presidente del consiglio Romano Prodi, a dispetto della precedente ordinanza la n.200 del 2004 con la quale l’ex commissario giurava: «Mai più discariche sul territorio giuglianese».
La situazione della discarica è ormai seriamente compromessa, ad affermarlo è lo stesso commissario Bertolaso, che non esitò a dichiararlo il 25 aprile scorso, nella sala del consiglio comunale di Villaricca, di fronte ai sindaci del comprensorio, ai politici locali e ai tanti cittadini presenti.
Ai capigruppo del centro destra abbiano rivolto alcune domande, per capire in che modo è stata affrontata la questione a livello amministrativo e quali provvedimenti siano stati messi in atto per contrastare prima e controllare poi le attività della discarica.

Doveva essere una discarica “modello”, doveva avvalersi delle migliori tecnologie, ma alla fine tra miasmi ed elevata presenza di percolato, il bilancio è stato più negativo di qualsiasi previsione. Come mai?
Le attività della discarica non hanno rispettato i parametri che erano stati imposti fin dall’inizio della sua apertura. All’interno si sarebbe dovuto sversare solo Fos (frazione organica stabilizzata) e sovvalli (scarti della produzione dei Cdr), ma così non è stato, in tal modo, quella che doveva essere una discarica “sicura” e moderna è diventata un “gigante” che ha ingurgitato migliaia di tonnellate di rifiuti non stabilizzati e che quindi contenevano ancora tantissimo percolato. La causa di tutto ciò è da ricercare a monte, cioè negli impianti di Cdr che non hanno mai lavorato a regime, producendo quindi un prodotto assolutamente non adeguato ad essere depositato in discarica. Ma cosa molto più importante e assai più grave è stata la totale assenza di controlli da parte dell’amministrazione circa le quantità e le qualità di rifiuti sversati. In Consiglio comunale e su varie testate giornalistiche il sindaco Topo dichiarò che avere una discarica sul proprio territorio era segno di civiltà e se la stessa non fosse stata a norma avrebbe fatto di tutto affinché si giungesse alla chiusura. I fatti e le affermazioni dello stesso commissario Bertolaso dimostrano il contrario. Questa discarica è indecente, incivile e non salvaguarda la salute dei cittadini.

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Bertolaso aveva dato delle garanzie precise quando ad ottobre è stata aperta la discarica. Possibile che fino al 24 aprile scorso non sono stati effettuati dei controlli per verificare la regolarità dei rifiuti che venivano conferiti?
Abbiamo verificato purtroppo che lo stesso commissario Bertolaso non è stato messo in condizioni di lavorare. E la nostra amministrazione non ha pensato minimamente di adempiere ad uno suo sacrosanto dovere nei confronti dei cittadini. Avere una discarica sul proprio territorio non significa solo migliorare il bilancio comunale grazie ai soldi del ristoro

Da chi Bertolaso non è stato messo in condizioni?
Chi può dirlo, lui stesso però ha dichiarato di non potere e non volere essere un parafulmine di alcun politico. Indicando come via della protesta quella indirizzata a Bassolino. I politici locali fanno riferimento ai politici a livelli più alti, specialmente a quelli vicini al governo, i quali fanno pressione sul commissario, ognuno per salvaguardare il proprio territorio.

Secondo questo ragionamento si può affermare che anche Villaricca fa parte di un territorio rappresentato da politici ad alto livello. Ritenete che non abbiano fatto abbastanza?
Villaricca come tutti i territori ha i suoi referenti. In particolare il centro sinistra e il sindaco di Villaricca, Raffaele Topo, a nostro avviso avevano le possibilità, ma non sono stati capaci di opporsi alla forza dirompente del commissario di governo, come invece hanno fatto a Serre, dove il sindaco in persona è stato in prima linea, davanti ai manifestanti ed ha avuto la forza di condurre anche una battaglia legale che è stata vinta in tribunale.

Ma a Serre c’è stata solo un’ordinanza del commissario di governo, mentre a Villaricca è arrivato un Decreto Legge che ha autorizzato l’apertura della discarica. Lo scenario è sostanzialmente diverso o sbaglio?
A Villaricca è arrivata un’ordinanza, per essere precisi, la n. 241 del 10 luglio 2006, mentre il Decreto è arrivato solo ad ottobre e il problema di Cava Riconta è stata proprio la mancanza di una forte protesta all’indomani dell’ordinanza. Andava fatta anche un’opera di prevenzione, come quella che noi dell’opposizione abbiamo riproposto in questo giorni, ovvero, l’acquisizione al patrimonio comunale della Cava Tafuri, che si trova accanto alla discarica e la stessa cosa va fatta per tutte le altre cave che insistono sul territorio, non solo a Villaricca, ma anche a Qualiano e a Giugliano, altrimenti in breve tempo ci ritroveremo con altre Cava Riconta aperte con altrettanti Decreti.

Una volta aperta Cava Riconta cosa non ha funzionato? Quali iniziative ha posto in essere l’amministrazione comunale?
C’è stata una totale mancanza di controlli. Alcuni giorni dopo l’ordinanza del 10 luglio, per la precisione il consiglio comunale del 21 luglio deliberò l’insediamento di una commissione, definita anche “unità di crisi”, presieduta dal sindaco e composta dai capigruppo consiliari e dall’assessore all’ambiente. Lo scopo della commissione era sostanzialmente quello di monitorare costantemente i lavori di adeguamento, avviare un’azione giudiziaria e nel caso non si riuscisse a scongiurarne l’apertura, controllare le attività della discarica per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Quali sono stati i risultati?
Quella commissione è stato un flop. Si è riunita tre volte ed è stato prodotto un solo verbale dove si stabiliva che sarebbero stati fatti dei controlli. Dopo vani tentativi da parte nostra di riconvocarla, ci siamo dimessi, perché una commissione che non si riunisce non funziona.
In pratica in quella stessa data veniva dichiarato lo stato di “emergenza ambientale” e con la costituzione dell’unità di crisi, veniva dato mandato al sindaco e alla giunta di porre in atto qualsiasi azioni in grado di fronteggiare l’emergenza, coinvolgendo anche i territori di Qualiano e Giugliano per un Consiglio Comunale congiunto che non si è mai svolto.
Noi capigruppo dei partiti di opposizione ci siamo dimessi perché non è mai stato raggiunto nessuno degli obiettivi prefissati. Il sindaco, nonostante la discarica è stata gestita nel modo che tutti conoscono, non ha mai preso provvedimenti. Che fine hanno fatto i report settimanali per la corretta informazione ai cittadini?
L’amministrazione riconosca le proprie responsabilità: questa discarica, come ha detto lo stesso Bertolaso, è come se fosse abusiva e né il sindaco né l’assessore all’ambiente hanno effettuato mai nessun controllo.

Quali sono le vostre proposte?
Il 2 maggio scorso abbiamo presentato una mozione, come abbiamo già affermato, riguardante l’acquisizione al patrimonio comunale di Cava Tafuri, per scongiurare eventuali ordinanze di apertura per il futuro, perché ormai non ci fidiamo più di promesse come quelle di Catenacci e Bertolaso. Inoltre crediamo sia necessaria una riflessione sull’operato dell’assessore Paolo Mallardo vista la totale inadeguatezza al compito affidatogli. Esempio lampante le continue sollecitazioni levate dai banchi della minoranza senza alcuna risposta dall’assessore e dal Sindaco sull’avvio di un serio progetto di raccolta differenziata che in parte risolverebbe il problema emergenziale.

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