Antonio Castaldo, 43 anni, sposato con tre figli. Alle amministrative del 2001 è il primo non eletto nella lista di Democrazia Europea con Stefano D’Angelo candidato a sindaco. Contemporaneamente Pasquale Galdiero si candida alla camera nelle stesse liste. Un sodalizio con l’attuale sindaco di Qualiano che si rinforzerà con le elezioni Provinciali del 2004 «Galdiero è un professionista serio – afferma – speravo che facesse qualcosa di buono per questo territorio», in competizione con l’attuale vice sindaco Ludovico De Luca candidato nelle liste di Forza Italia, Galdiero con l’Udc riuscì a strappare, anche solo per un anno, la poltrona al consiglio provinciale. Nel 2005 Antonio Castaldo apre a Qualiano la segreteria dell’Udeur, e alle regionali, il partito del campanile prenderà 777 voti (poco più del 6%). Nel 2006 si candida alla camera dove a qualiano l’Udeur si attesterà 1.201 voti, ma la partita calda si svolge alle amministrative, dove l’Udeur spinge per una coalizione di centro sinistra con Galdiero sindaco, ma il centro sinistra si spacca e l’asse si sposta verso le liste degli esuli di centro destra, ecco la compagine: Udeur, Unione Civica per Qualiano (la lista del sindaco), Rinascita Democratica (alcuni ex di Forza Italia), Forza e libertà (altri ex di Forza Italia), Nuovo Psi e Rosa nel Pugno. All’Udeur andranno 1.180 voti dei quali 380 saranno di Antonio Castaldo. È stata una luna di miele molto breve quella tra Galdiero e Castaldo durata solo fino a dicembre. Poi il divorzio e un partito spaccato a metà.
Cosa non ha funzionato con l’attuale amministrazione di Qualiano e in modo particolare con il sindaco Pasquale Galdiero?
Noi dell’Udeur volevamo portare il cambiamento di cui si era tanto parlato in campagna elettorale. Avevamo preso un impegno con gli elettori su ambiente, macchina amministrativa, acqua, Multiservizi, mensa, canile, trasporti e Prg, ovvero, i punti cardine del programma elettorale. Qualcosa non ha funzionato, ma è accaduto all’indomani della vittoria elettorale, una giunta credibile, questo è certo, ma il “tavolo politico” è stato un fallimento: si discuteva, si parlava, ma non si concludeva mai niente. Le proposte che arrivavano al tavolo, non solo da parte dell’Udeur, ma anche da altre forze politiche, non venivano mai discusse. Mentre invece sul tavolo arrivavano i nomi delle persone alle quali affidare gli incarichi senza però discutere in modo preciso sugli obiettivi da raggiungere.
L’ultima settimana di ottobre del 2006, fu caratterizzata da una ventata di polemiche scaturite in merito ad una lettera inviata al sindaco dove si chiedeva di accelerare il passo verso la soluzione di alcuni provvedimenti urgenti. Quello fu un primo segnale?
Credo di si. Ritenevamo che quell’iniziativa facesse parte del “normale dialogo politico”, ma poi trascorsi altri due mesi, abbiamo preso atto che il sindaco di Qualiano non aveva alcuna intenzione di darci ascolto e tantomeno di voler affrontare seriamente i “punti chiave” del programma elettorale.
Si riferisce alla privatizzazione dell’acqua?
Nel programma elettorale, la “questione acqua” era un punto fondamentale, a causa dei debiti con Eniacqua e un’evasione nei pagamenti delle bollette di oltre il 40% e sempre in campagna elettorale Galdiero ne aveva fatto un cavallo di battaglia, ma dopo le elezioni il sindaco non ha mai voluto affrontare il problema seriamente, nonostante 4 forze della maggioranza su 6, in un famoso incontro alla Lanterna avvenuto a metà dicembre, erano concordi a discutere il provvedimento in consiglio comunale. Ci sembrava doveroso dal punto di vista politico, non far passare in silenzio un provvedimento di tale importanza, ma quel consiglio comunale non si è mai svolto. Ho saputo della firma sul provvedimento il 28 dicembre, durante la conferenza di fine anno indetta dal presidente del consiglio comunale Andrea Granata. Quella sera stessa ho visto la determina firmata nell’ufficio del dirigente Cirillo, nominato solo pochi giorni prima. Fu una grande sorpresa.
Galdiero ha sempre parlato di un “atto dovuto” in riferimento alla convenzione con Acquedotti Scpa. Quali potevano essere le soluzioni alternative?
La nostra proposta era chiara: restare nell’Ato (ambito territoriale ottimale), come hanno fatto tranquillamente altri comuni, nel frattempo avremmo avuto il tempo di riorganizzare la “macchina comunale” per gestire in autonomia la questione dell’acqua.
Ero profondamente deluso per la situazione creatasi, ma abbiamo comunque cercato di portare avanti le nostre ragioni, nonostante non venissimo ascoltati. Ai tavoli non ho più partecipato. Ho pensato che Galdiero potesse avercela con me in modo personale, quindi mi sono fatto da parte e ho lasciato che ai tavoli partecipassero il segretario Enzo Camerlengo e il consigliere Michele Vallefuoco. Ma le cose non sono cambiate. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il rinnovo del consiglio di amministrazione della Multiservizi Spa.
Pochi giorni dopo, De Leonardis lascia l’esecutivo e l’Udeur partecipa al famoso “blitz” per sfiduciare il sindaco, ma qualcosa non andò a buon fine. Ci può spiegare cosa accadde?
Furono giorni molto concitati. Dopo le dimissioni dei consiglieri della Multiservizi, Galdiero ci contattò attraverso la segreteria per chiederci di fare un nome per la presidenza alla società mista, ma noi rifiutammo categoricamente, perché ritenevamo che non fosse quello il metodo per risolvere i problemi politici. Qualiano aveva bisogno di un lavoro serio da parte dell’amministrazione, quello era solo un gioco di poltrone. Contemporaneamente i partiti di opposizione organizzarono il famoso “blitz” (il documento a firma dei dieci consiglieri che intendevano sfiduciare il sindaco) e come andarono le cose… lo sanno tutti, sul documento mancava una firma e pochi giorni dopo il blitz si ufficializzò la nomina di Biagio Sgariglia alla presidenza della mista.
Raffaele De Leonardis ha lasciato l’incarico con grande senso di responsabilità, è stato un gesto molto corretto ed io stesso ho tenuto in tasca la lettera di dimissioni per quasi un mese prima di farla recapitare al sindaco: volevo essere sicuro che Raffaele lo voleva veramente e che non fosse una scelta subita in conseguenza alle decisioni di un partito. Mi dispiace solo che ha deciso di restare fuori dalla politica, avrei voluto che fosse rimasto nel partito per continuare a lottare insieme. Spero che si tratti di una breve pausa di riflessione.
All’indomani delle vicende burrascose di fine gennaio, la Margherita prima si schierò al vostro fianco e poi ai primi di febbraio entrò in maggioranza. Come mai?
Con la Margherita c’era un accordo pre-ballottagio che prevedeva il loro ingresso in maggioranza, furono loro infatti a sostenerci in quel momento difficile. Insieme si poteva fare maggiore pressione sui tavoli politici, ma non servì a molto: Galdiero continuava ad evitare il confronto serio sui punti cardini del programma elettorale e quindi decidemmo di restare fuori dalla maggioranza.
La Margherita però è entrata lo stesso, anche senza di voi. Come lo spiega?
Dicevano che senza di noi non sarebbero entrati, poi non hanno esitato a lanciarsi nella mischia. È stato un gesto che sinceramente non ho compreso, forse si sono accontentati di qualche poltrona.
E il rientro in maggioranza del consigliere dell’Udeur Michele Vallefuoco?
Michele Vallefuoco ha condiviso tutta la nostra battaglia; dal 2 gennaio scorso, fino alla rottura definitiva, è stato lui e il segretario Enzo Camerlengo a rappresentare il partito sui tavoli di confronto. Ufficialmente il consigliere non ha mai inviato alcun documento alla segreteria del partito: “Condivido tutto – mi ha riferito – ma la politica è un’altra cosa”. Sono rimasto deluso.
Sulla vicenda presto interverrà la segreteria regionale del partito, che chiederà a Vallefuoco di chiarire ufficialmente la sua posizione, altrimenti sarà fuori dall’Udeur.
Quale sarà il futuro del partito?
Continueremo a portare avanti il più possibile, gli impegni che abbiamo preso con gli elettori. Faremo un’opposizione dura ma nel rispetto degli interessi dei Qualianesi, che meritano molto di più. Galdiero si stà comportando nello stesso modo, se non peggio di Schiano negli ultimi 5 anni del suo mandato.
Quali sono le sue impressioni sull’attuale situazione politica-economica qualianese?
Le casse comunali attraversano una fase particolare. È giusto aumentare le tasse, ma prima sarebbe stato giusto discutere nelle commissioni e nei luoghi preposti i provvedimenti da affrontare per quanto riguardo il commercio e l’edilizia per interventi più equi, questo bilancio invece colpisce soprattutto le famiglie e le persone più esposte e non fa altrettanto con gli evasori. Se si chiede ai cittadini di fare uno sforzo nell’interesse economico del paese, altrettanto dovrebbe fare l’amministrazione, evitando gli sprechi contenuti nel bilancio, quali: la Multiservizi, gli incarichi all’esterno senza obiettivi precisi, la privatizzazione dell’acqua e dei parcheggi che al contrario potevano diventare grandi opportunità per risollevare la situazione economica, se gestite direttamente dal comune.

