Bimbi contaminati dai vermi a Torre Annunziata, oltre 20 i casi accertati

Immagine di repertorio

Si chiamano Ascaris lumbricoides e sono dei parassiti che hanno colpito oltre 20 tra bambini e ragazzi in una scuola di Torre Annunziata. A riportare la notizia è ‘Il Mattino’, secondo il quale questo è quanto emerso ieri mattina dalla riunione congiunta tra il sindaco Vincenzo Ascione, la dirigente scolastica dell’istituto, due responsabili Asl e una delegazione di genitori. Il fenomeno si sarebbe manifestato appena di ritorno dalle vacanze natalizie. Il condizionale è d’obbligo perché probabilmente i primi casi non sarebbero nemmeno stati notati in tempo, segnalati e avviata la profilassi del caso.

Secondo quanto riportato in un bollettino diramato dall’Asl Napoli 3 Sud, il contagio dai vermi -che nella fase adulta possono arrivare a 40 cm di lunghezza- può avvenire tramite l’assunzione di cibo, acqua o oggetti contaminati dalle feci del soggetto infetto. Una volta finite nell’intestino, le uova si schiudono e diventano larve che tramite il flusso sanguigno viaggiano negli organi del corpo.

Febbre, respiro affannoso e mancanza di appetito: sono questi i sintomi che si manifestano e che possono degenerare in un’ostruzione intestinale. Il percorso medico consiste nella somministrazione di medicinali per circa tre settimane. Le ipotesi riconducibili all’avvio dell’infezione sono due: la prima è quella secondo cui potrebbero essere stati degli animali -come un cane- a trasmettere il virus ai bambini. La seconda invece è quella secondo cui l’esondazione del Sarno dello scorso dicembre, con le acque contaminate da reflui fognari, avrebbe contaminato le terre, coltivate con i classici prodotti natalizi della tradizione, come la minestra tra tutte. Una scarsa pulizia della verdura avrebbe fatto il resto. Ma i medici dell’Asl oplontina sono cauti: «Complicato risalire al serbatoio dell’infestazione».

«L’obiettivo di questo incontro è quello di fare chiarezza su questa vicenda e di evitare di creare ulteriori allarmismi» ha detto il primo cittadino Vincenzo Ascione, convinto che «occorre seguire un unico protocollo, condiviso da tutte le parti in causa. Nei prossimi giorni un nuovo incontro per definire gli accorgimenti da adottare e la profilassi da seguire». La preside, infine, ha spiegato che la scuola ha già messo in campo una serie di misure atte a contenere l’eventuale contagio.