HomeCronaca"Bloccati in Indonesia dopo l'eruzione del vulcano", la denuncia della famiglia napoletana

“Bloccati in Indonesia dopo l’eruzione del vulcano”, la denuncia della famiglia napoletana

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L’eruzione dell’Anak Krakatoa, avvenuta nelle scorse ore in Indonesia, sta causando pesanti conseguenze anche per numerosi viaggiatori, tra cui alcuni italiani. La nube di cenere sprigionata dal vulcano ha infatti portato alla chiusura temporanea di quattro aeroporti e alla cancellazione di numerosi collegamenti aerei.

Tra le persone rimaste bloccate c’è anche la famiglia Santorelli, originaria di Napoli e in questi giorni a Giacarta. Il capofamiglia, chirurgo plastico, si trovava in Indonesia per partecipare a un convegno medico e avrebbe dovuto fare rientro domenica insieme alla moglie e alle loro due figlie.

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Bloccati in albergo con le bambine

«Quando era previsto il nostro ritorno c’è stata l’eruzione del vulcano e tutti i voli della zona sono stati fermati per i rischi che la cenere può provocare ai motori degli aerei», racconta Santorelli. Con lui ci sono la moglie Assunta Albero e le figlie Nadia e Antonia, rispettivamente di 7 e 9 anni. La famiglia è attualmente ospitata in un albergo nei pressi dell’aeroporto di Giacarta, in attesa di capire quando potrà riprendere il viaggio verso Napoli. L’incertezza, però, resta totale. «Non sappiamo quando si potrà tornare a volare», spiega il medico, sottolineando anche le difficoltà legate alla presenza delle bambine.

«Non possiamo uscire per la pericolosità delle ceneri»

La situazione è resa ancora più complicata dalle precauzioni necessarie a causa delle ceneri vulcaniche. «Ci è stato consigliato di non restare all’esterno, soprattutto per i bambini. Ci siamo procurati delle mascherine e, in un certo senso, siamo tornati ai tempi del Covid. Con una grande differenza: non siamo a casa nostra, ma chiusi in una stanza d’albergo».

Immediati anche i contatti con l’Ambasciata italiana in Indonesia, che si è sincerata delle condizioni della famiglia. «Sono stati molto gentili e hanno voluto verificare che avessimo la possibilità di autosostenerci. Fortunatamente possiamo farlo e abbiamo provveduto autonomamente anche alle spese dell’albergo».

Nella stessa situazione ci sarebbe anche un altro medico italiano, diretto a Milano e rimasto bloccato a causa dello stop ai voli. Ora l’attesa è tutta per la riapertura degli aeroporti. «Il problema principale è proprio non avere notizie certe. Non sappiamo quando riprenderanno i collegamenti e, vivendo questa situazione con due bambine, l’incertezza diventa ancora più difficile da affrontare», conclude Santorelli.

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