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I buoni fitti, spesa e bollette sono stati previsti dall’ultimo decreto Sostegni bis approvato dal governo guidato da Mario Draghi. “Al fine di consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, nonché di sostegno alle famiglie che versano in stato di bisogno per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’interno un fondo di 500 milioni di euro per l’anno 2021“, queste prevede l’articolo 53 del Decreto.

BUONI ENTRO 30 GIORNI 

Fondo da ripartire entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Si dovrà raggiungere l’intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sulla base dei seguenti criteri.

Una quota pari al 50% del totale, per complessivi euro 250 milioni, ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune. Una quota pari al restante 50%, per complessivi euro 250 milioni, è ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito
pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. Il contributo minimo spettante a ciascun comune non può in ogni caso risultare inferiore a 600 euro.

COME SI POSSO SPENDERE I BUONI SPESA

I buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che ciascun Comune dovrà pubblicare sul proprio sito istituzionale.
Possono utilizzarsi titoli legittimanti all’acquisto già in uso presso l’Ente ad esempio per i voucher sociali, ovvero acquistare buoni pasto utilizzabili per il servizio sostitutivo di mensa ovvero esternalizzare – senza necessità di procedura ad evidenza pubblica – tale attività a terzi soggetti idonei alla realizzazione e distribuzione dei titoli legittimanti all’acquisto per i
beneficiari, etc.

REDDITO DI CITTADINANZA E REI

L’ufficio comunale dovrà individuare la platea dei beneficiari. I nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno. L’ufficio darà priorità a quelli non assegnatari di sostegno pubblico (Reddito di Cittadinanza, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale)

Ciò non esclude che le risorse dei buoni possano essere attribuite anche a percettori di
altre forme di sostegno pubblico al reddito, ma nell’attribuzione del contributo dovrà
darsi priorità a chi tale sostegno non lo riceve.

COME RICHIEDERE IL BONUS

Si ritiene possibile, tra le varie modalità, procedere con semplici modelli di autocertificazione che consentano la richiesta di accedere celermente ai buoni del
decreto, ai possibili aventi diritto. Tra le varie modalità, è consentito l’accesso alle misure attraverso avviso aperto e a scorrimento dei richiedenti aventi diritto fino ad esaurimento delle spettanze o delle risorse comunque disponibili. In merito al criterio del relativo contributo, si ritiene possibile che gli Uffici procedano con criteri meramente proporzionali, ad esaurimento fondi.

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