«Chi entra in questa casa è un pentito»: così la camorra minaccia familiari e amici di un collaboratore di giustizia

Come di consueto, la Direzione Investigativa Antimafia ha reso noto il rapporto semestrale che ricostruisce gli affari della criminalità organizzata, a partire dalle aree di nascita, sul territorio nazionale e non solo.

Un importante elemento di novità rispetto agli assetti criminali dell’area è da individuarsi nella scelta, nel mese di luglio 2018, del figlio del capo del gruppo Schiavone di collaborare con l’A.G.. Questi, dopo l’arresto del padre, era divenuto esponente di una nuova generazione criminale, garantendo la continuità della consorteria camorristica casalese.

Altrettanto indicativo quanto avvenuto il 10 ottobre 2018, a San Cipriano d’Aversa, dove, sul portone di ingresso della casa di un collaboratore di giustizia, già affiliato al clan Zagaria, è comparsa la scritta “chi entra in questa casa è un pentito”. L’immobile, disabitato, nel 2013 è stato sequestrato in esecuzione di un decreto della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.