Decine di episodi contestati, una serie di auto rubate e poi utilizzate, secondo l’indagine della Procura di Napoli Nord, per ottenere soldi in cambio della restituzione. Questo è il quadro delineato dal pubblico ministero Corrado Caputo in un procedimento penale che vede indagate 23 persone.
Nel provvedimento compaiono i nomi di Armando Amato, Giovanni Amura, Pasquale Barretta, Giuseppe Bervicato, Nicola Bevilacqua, Maria Bevilacqua, Raffaele Caterino, Antonio Conza, Luigi Dalmazio, Antonio Daniele, Michele Del Prete, Vincenzo De Mare, Domenico Di Lorenzo, Mario Indaco, Saverio Martino, Vittorio Mormile, Franco Petriccione, Mario Puorto, Giuseppe Rammairone, Antonio Russo, Mauro Russo, Pasquale Russo e Nicola Pirozzi, quest’ultimo attualmente agli arresti domiciliari, difeso dall’avvocato Luigi Poziello.
Il filone del cavallo di ritorno
Il principale filone dell’inchiesta riguarda i “cavallo di ritorno”. In diversi casi le vittime dei furti sarebbero state contattate e avrebbero ricevuto richieste di pagamento per poter riottenere le proprie automobili. Le ipotesi di reato richiamate sono prevalentemente concorso nel reato di estorsione.
Le prime contestazioni
Il pm imputa a Nicola Bevilacqua e Antonio Daniele una serie di episodi risalenti al novembre 2023. Tra questi, secondo l’accusa, la richiesta di 850 euro per la restituzione di una Fiat 500L rubata a Frattamaggiore, di 2mila euro per un’altra auto e, nei giorni successivi, di ulteriori somme comprese tra 900 e 1.500 euro per la restituzione di altri veicoli.
La contestazione prosegue con episodi analoghi che coinvolgerebbero nuovamente Bevilacqua e Daniele. In un caso viene indicata una richiesta di 1.200 euro per una Fiat 500L rubata a Frattamaggiore; in un altro, secondo l’atto, sarebbero state richieste 900 euro per un’auto rubata ad Afragola.
Una rete di contestazioni
Nel prosieguo dell’atto, le contestazioni coinvolgono altri degli indagati. Il documento descrive episodi nei territori di Afragola, Caivano, Casandrino, Giugliano, Melito, Orta di Atella, Arzano, Teverola, Sant’Antimo, San Marcellino, Casaluce, Aversa, Succivo e altri comuni dell’area napoletana e casertana.
Tra le somme indicate nelle singole contestazioni compaiono importi di 700, 800, 900, 1.000, 1.200, 1.300, 1.500, 1.700 e 2.000 euro. In un episodio viene invece indicata una somma non precisata.
Le auto al centro delle accuse
Le contestazioni riguardano numerosi modelli: Fiat 500, Fiat 500L, Fiat Panda, Fiat Punto, Fiat Punto Evo, Lancia Ypsilon, Alfa Romeo Giulietta, Audi A1, Peugeot Partner e Smart ForFour.
In un episodio, relativo a una Fiat 500L rubata a Gricignano di Aversa nel febbraio 2024, l’atto indica una richiesta di 2.000 euro. In un’altra contestazione, relativa alla stessa rubata nel comune dell’Agro Aversano nel marzo 2024, viene indicata una richiesta di 1.000 euro.
Particolare anche la contestazione su una Fiat Panda rubata a Sant’Arpino: secondo l’atto, la somma richiesta sarebbe stata di 900 euro e la persona che avrebbe consegnato il denaro non è stata identificata, poiché il furto del veicolo non sarebbe stato denunciato.
Contestata anche la ricettazione
Nell’indagine si ipotizzano anche casi di ricettazione in concorso. In particolare, a Giovanni Amura, Vincenzo De Mare, Saverio Martino e Franco Petriccione viene contestata la ricezione o detenzione di una Fiat 500, indicata come rubata a Succivo. L’episodio viene indicato come accertato ad Afragola il 24 gennaio 2024.


