“C’è un nuovo pentito”, tremano i boss della ‘vecchia famiglia’

 Le prime dichiarazioni le ha rilasciate alla magistratura di Roma. Ma quando Vito Di Gregorio ha pronunciato il nome Santapaola, i pm capitolini hanno inviato le dichiarazioni a Catania. E così il mantovano (nato a Milano) è stato spedito a Bicocca. In una delle stanze del carcere catanese il 41enne si è trovato faccia a faccia con uno dei sostituti procuratori della Dda etnea. Ed ha raccontato tutto: assetti criminali e organigramma della famiglia catanese di Cosa nostra. Ma soprattutto gli affari illeciti a Milano: droga, estorsioni e recupero crediti. Nella capitale lombarda pare che pronunciare il nome Santapaola sortisca effetto. Paura e intimidazione, come ai tempi di Jimmy Miano. Il pentito confessa solo di non avere alcuna informazione ‘su fatti di sangue e omicidi’. Ma per il resto, uno sconosciuto alle cronache catanesi sta facendo tremare l’intero clan Santapaola-Ercolano. E non solo.

 

Le rivelazioni sono state rilasciate in gran segreto la scorsa estate. E i primi verbali sono pieni zeppi di omissis. Di Gregorio racconta la sua scalata criminale. E fa nomi e cognomi. “Io sino a tutto il 2011 e anche i primi mesi del 2012 facevo parte del clan Santapaola-Ercolano ed in particolare del gruppo di Lineri capeggiato al tempo da Giuseppe Scollo e facevo sia traffico di stupefacenti, che estorsioni, recupero crediti, rapine ed altri delitti.” Chi è Giuseppe Scollo? E’ l’ex reggente di Lineri (frazione di Misterbianco) che qualche anno fa ha fatto il salto del fosso e ha deciso di voltare le spalle alla mafia. Scollo ha già messo nei guai diversi boss, gregari e soldati del clan Santapaola.