camorra marano nuvoletta polverino orlando boss
Lorenzo Nuvoletta, Peppe Polverino e Antonio Orlando

La storia criminale di Marano iniziò negli anni ’80 per mano delle famiglie Nuvoletta e Polverino. Il clan Orlando crebbe negli anni anche grazie ai rapporti familiari proprio con le storiche famiglie maranesi legate a Cosa Nostra. Diversi matrimoni cementarono le alleanze, sancendo, quindi, il subentro degli Orlando ai Nuvoletta legati a loro volta con i Lubrano di Pignataro Maggiore.

I MATRIMONI E LE ALLEANZE

  1. Giovanni Nuvoletta (padre di Lorenzo, Angelo e Ciro) sposò la zia di Antonio Orlando.
  2. La figlia del boss Lorenzo Nuvoletta sposò Lello Lubrano, figlio del boss Vincenzo di Pignataro Maggiore, poi ucciso dal clan dei Casalesi.
  3. La sorella di Antonio Orlando e cugina dei Nuvoletta sposò Gaetano Lubrano, (fratello di Vincenzo) dai cui nacquero Armando, Raffaele e Vincenzo, ritenuti i fiduciari di Antonio Orlando. La storia dei e i legami familiari sono raccontati dal nipote del capoclan.

IL PASSAGGIO DAI NUVOLETTA AI POLVERINO

Le guerre tra clan e gli arresti diedero un colpo al clan Nuvoletta a vantaggio dei Polverino. Infatti Peppe ‘o Barone, subentrò nel controllo delle attività illecite. Per lui è stata l’importante l’importazione di hashish, attraverso il sistema delle puntate, pagate dai sottogruppi di Antonio e Filippo Nuvoletta e dal gruppo degli Orlando dei Carrisi. L’attività criminale è stata ricostruita dal collaboratore di giustizia Roberto Perrone.

L’ARRIVO DEGLI ORLANDO

La crescita criminale degli Orlando è stata possibile dopo l’arresto dei latitanti Alessandro Brunitto, Carlo Nappi, Giuseppe Ruggiero, Ciro Manco appartenenti ai Nuvoletta e di Giuseppe Simioli e Antonio Polverino, fratello di Giuseppe.

Anche Mariano Riccio tentò di prendere il controllo criminale di Marano, tutto fallì dopo l’arresto del 2014. Nel novembre del 2018 venne arrestato Antonio Orlando, alias Mazzolino, mentre la scorsa settimana D.D.A di Napoli individuò i soggetti che favorirono la sua latitanza dell’ultimo latitante, svelando, inoltre, l’assetto organizzativo del clan.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.