«Fu salvato dal cugino», così Antonio Vastarella sfuggì alla strage delle Fontanelle

Ad aprile saranno trascorsi tre anni da quel giorno. Era il 22 aprile 2016 quando i killer piombarono innanzi al circolo ricreativo Maria Ss. dell’Arco in via Fontanelle, ‘feudo’ del clan Vastarella. A morire sotto i colpi dei sicari Giuseppe Vastarello e Salvatore Vigna. Non tutti però sanno che il vero obiettivo dei killer era il figlio del boss Patrizio Vastarella. A svelarlo è stato il collaboratore di giustizia Rosario De Stefano:«Per quanto mi ha raccontato ’o zi, è stato Maicol (Michale Korkoi Sica, nipote di Patrizio Vastarella) il nero a rompere la parete consentendo la fuga di Antonio Vastarella. Io avevo un buon rapporto con Maicol: era lui la persona da cui mi rifornivo quando frequentavo le Fontanelle tutti i giorni. Non ho mai parlato con Maicol della strage delle Fontanelle. Avevo saputo da Fabio Vastarella e dal cognato di quest’ultimo, tale “Tozzillo”, che lui aveva salvato Antonio Vastarella sfondando il muro. Ma non ne ho mai parlato con Maicol. Ho poi incontrato Patrizio Vastarella, sono andato a fargli le condoglianze e abbiamo parlato del figlio che si era salvato grazie all’intervento di Maicol».