Scandalo a Napoli, prof arrestato per abusi: scuola chiusa, la preside non risponde

Sul cancello, all’ingresso del liceo, un foglio A4 scritto a mano informa che la scuola è «Chiusa per concorso. Possono entrare solo gli addetti ai lavori». Al citofono, una collaboratrice scolastica risponde che «il concorso andrà avanti tutto il giorno e il dirigente scolastico non c’è. Abbiate pazienza».

È così che si presenta il liceo di Napoli, dove insegnava il professore arrestato ieri dai carabinieri, con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con due studentesse all’epoca dei fatti quindicenni. Sul sito della scuola, c’è un avviso di chiusura al pubblico degli uffici per tutta la giornata di oggi. «L’ingresso – si legge – sarà consentito solo agli autorizzati. Si precisa che è interdetto l’accesso alle auto del personale per malfunzionamento e blocco del cancello».

Quello stesso cancello si è aperto solo intorno alle 11 per consentire a una ambulanza di entrare. Qualcuno ha accusato un malore, niente di grave, fanno sapere, ed è stato necessario chiamare i soccorsi. Contattato al telefono, il dirigente scolastico non ha risposto. Il cancello resta chiuso ufficialmente per il concorso, ma è il simbolo di una scuola che preferisce non parlare dell’accaduto.

Nel liceo, pare che tutti sapessero della denuncia fatta dalle due studentesse. L’episodio, insomma, sotto forma di gossip aveva fatto il giro della scuola. Voci e indiscrezioni ravvivate dal trasferimento dell’insegnante in un altro istituto. A scuola, raccontano due studenti, si parlava «di queste chat tra il docente e le ragazze, ma abbiamo creduto che fossero notizie false». Poi l’allontanamento del prof, avvenuto un paio di mesi fa, «che ha fatto sorgere qualche sospetto. Ma avere conferma è stato uno choc».

Nessuno dei due ragazzi dice di conoscere l’insegnante o le ragazze direttamente che «erano del primo anno». Lui, il prof sotto accusa, viene descritto «come un buon insegnante». «I suoi alunni – fanno sapere – me hanno sempre parlato bene». Dall’Ufficio scolastico regionale infine si fa sapere che sulla vicenda «erano già in corso» verifiche e approfondimenti.