Miano. Quartiere spaccato, ‘quelli di sopra’ puntano a conquistare il rione

Il recente blitz contro i parenti dei giovani di ‘Abbasc Miano’ (arrestati Eduardo Franco Romano, suocero di Matteo Balzano, e Giuseppe Scarpellini padre di Salvatore e Giovanni) ha evitato azioni armate e forse altri agguati. Ne sono convinti gli investigatori autori degli arresti che hanno decretato il colpo finale al gruppo che ambiva a prendere il posto del clan Lo Russo (gli uomini della squadra mobile e quelli del commissariato di Scampia guidati dal dirigente Giovanni Bruno Mandato). Tra gli arrestati infatti figurano personaggi legati a doppio filo ai nuovi capi del gruppo che dalle palazzine di Mussolini ‘abbasc o Messico’ avevano cercato di conquistare il rione innescando negli ultimi tempi una guerra contro i Cifrone-Perfetto stanziati nella parte ‘alta’ di Miano.

Proprio sui Cifrone-Perfetto, o quelli ‘di sopra’, sono adesso concentrate le attenzioni degli inquirenti visto che, con il vuoto di potere venitosi a creare negli ultimi tempi, quest’ultimi potrebbero adesso puntare a conquistare il rione. Secondo una prima ‘fotografia’ si tratterebbe di parenti dei ras un tempo legati ai Lo Russo ma che si sono sentiti traditi (o troppo spesso tirati in ballo) dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ex ‘capitoni’. Secondo i più attenti proprio dalle fila di questo neonato gruppo proverrebbero gli autori degli striscioni pieni di insulti e minacce contro i Lo Russo (l’ultimo apparso qualche settimana fa con l’ormai consueto scritta ‘Ztl Lo Russo’). Si tratta di giovani ras che fino a qualche tempo fa ‘camminavano insieme’ con i Balzano-D’Errico-Scarpellini, intesa poi naufragata e culminata con il celebre attentato incendiario contro l’abitazione del ras Luigi Cifrone in vico Cotugno. Stefano Bocchetti, poi ucciso qualche mese fa in via Vincenzo Valente, potrebbe essere stato ucciso come ‘risposta’ al raid incendiario che lo stesso settembre interessò l’abitazione del ras che da vico Cotugno proprio a causa dei contrasti con i Balzano-D’Errico-Scarpellini si era trasferito nella parte alta del quartiere (II traversa di via Janfolla). Un retroscena chiarito fin dalle prime pagine dell’ordinanza di custodia cautelare riguardante 35 soggetti ritenuti vicini al nuovo gruppo che voleva ereditare il potere dei Lo Russo. Da allora era divenuta conclamata la guerra tra i due gruppi, guerra interrotta dal maxi blitz che portò alla decapitazione di quelli di ‘Abbasc Miano’, e poi ripresa con le stese e soprattutto la bomba carta di due settimane fa al rione San Gaetano. Le armi sequestrate nel corso dell’ultimo blitz confermerebbero dunque l’esistenza di tensioni tra gruppi contrapposti e potenziali futuri agguati.