Omicidi dell’innocente Ciro Colonna e del ras Cepparulo: 8 ergastoli per la camorra di Ponticelli

Otto ergastoli: questa la sentenza emessa poco fa dal gup di Napoli Luana Romano nei confronti degli otto imputati, tra cui il boss Ciro Rinaldi, ritenuti mandanti ed esecutori materiali del duplice omicidio della vittima innocente Ciro Colonna, 19 anni, e di Raffaele Cepparulo, elemento di vertice del gruppo camorristico dei cosiddetti “barbudos” del rione Sanità, inizialmente legato al boss Genidoni e poi confluito nel clan De Micco di Ponticelli. Una tragedia consumatasi nel pomeriggio del 7 giugno 2016, in un circolo ricreativo del quartiere Ponticelli di Napoli, dove il giovane Ciro Colonna stava aspettando un amico giocando a biliardino.
 Massima pena (ergastolo) per il boss Ciro Rinaldi, Antonio Minichini, Antonio Rivieccio, Anna De Luca Bossa, Giulio Ceglie, Vincenza Maione, Luisa De Stefano e Cira Cipollaro. Dunque accolte le richieste della DDA. 

L’OMICIDIO

L’omicidio di Raffaele Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna è stato ‘spiegato’ agli investigatori da una microspia piazzata nell’abitazione di Luisa De Stefano. Per quel duplice delitto è al momento latitante il presunto mandante, Ciro Rinaldi. Come viene raccontato nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Ferrigno a sparare contro Cepparulo è stato Michele Minichini figlio del boss Ciro Minichini ( in carcere al 41 bis dove sta scontando un ergastolo) e di Cira Cipollaro. A fare fuoco per errore («perchè gli tremava la mano» come hanno raccontato i testimoni) contro l’innocente Ciro Colonna invece è stato Antonio Rivieccio detto Cocò, uomo del clan Sibillo. L’omicidio di Cepparulo è stato decretato
da Ciro Rinaldi perchè aveva fatto fuoco sia contro la sua abitazione alcuni giorni prima sia contro l’abitazione di Cira Cepollaro per mandare un segnale a Michele Minichini che avrebbe voluto uccidere per fare un favore ai De Micco ai quali si era legato da qualche tempo.

 

Ciro Rinaldi è accusato di essere il mandante, Michele Minichini (figlio del ras detenuto Ciro e figliastro di Anna De Luca Bossa) è l’esecutore materiale, Antonio Rivieccio (accusato di essere uno dei due killer), Anna De Luca Bossa (figlia della lady camorra Teresa; ha fatto la soffiata sulla presenza di Cepparulo nel luogo dove si consumò l’agguato).