Omicidio Veropalumbo a Capodanno, il pentito fa riaprire il caso

Colpo di scena nel processo per ricostruire l’assassinio del giovane carrozziere di Torre Annunziata, ucciso il 31 dicembre 2007 da un proiettile vagante. Il giudice Paola Brunese ha sciolto la riserva ordinando un supplemento d’indagine per stabilire chi e perché quella notte abbia premuto il grilletto della pistola calibro 9×21. Una pistola che, secondo il giudice, potrebbe anche essere stata utilizzata più volte. A seguito della richiesta di archiviazione del pm nel procedimento a carico di Gaetano Amoruso, Salvatore Paduano e Valentino Gionta jr., il giudice ha accolto tutte le richieste effettuate dal collegio difensivo di Carmela Sermino, composto da Marco Ferrara, Carminuccia Marcarelli, Stella Arena e Gaia Tessitore.

Come riportato da Lo Strillone verranno acquisiti gli atti del processo a carico di Francesco Amoruso, meglio conosciuto come “a vicchiarell”, il papà di Gaetano e verranno riesaminate le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Palumbo che aveva indicato in tre ragazzi appunto gli esecutori materiali del delitto. La versione più accreditata resta quella della ritorsione: Veropalumbo fu ucciso da un colpo di pistola sparato da uno dei tre ragazzi, i quali avrebbero agito per conto di Francesco Amoruso per vendetta. Giuseppe avrebbe avuto l’unica colpa di consegnare le chiavi del lastrico solare del palazzo in cui abitava alla polizia, per permettere l’installazione delle videocamere.