Chiaiano. Il piccolo Domenico tolto prima ai genitori e poi ai parenti: “Stiamo male, noi lo vogliamo bene”

Sottratto prima ai genitori, poi all’affetto degli zii e dei nonni e affidato ad una casa famiglia. Ora i familiari lanciano un appello per riavere tra le braccia il piccolo. Questa la commovente storia del piccolo Domenico, bimbo di Chiaiano protagonista di una vicenda simile a quella di Bibbiano.

Tutto è cominciato dopo che il papà del piccolo ha accoltellato la moglie nel corso di una lite. L’autore del violento gesto è stato condannato a sette anni di reclusione e, da quel momento, il bambino dato in affidamento ai nonni. Ma all’improvviso, dopo due anni, è arrivata la notizia che ha gettato nel panico i familiari. Domenico è stato tolto anche ai parenti e dato in affidamento ad una casa famiglia.

Lo strazio della famiglia

Da allora la famiglia di Domenico vive nel dolore. Lo zio Salvatore ha raccontato sul suo profilo social la vicenda che da un anno sta turbando i familiari. Salvatore ha scritto anche alla nostra redazione chiedendo aiuto: «A Domenico non mancava nulla, anzi aveva più del dovuto più di ogni bimbo e ci sono tantissime prove cartacee e visive degli assistenti sociali, delle sue maestre di scuola. Era un bimbo strafelice. In prima udienza non è andata tanto bene. Sono esattamente 400 giorni che non lo vediamo ed i miei genitori, giorno dopo giorno, stanno sempre più male».

Anche i nonni non riescono a darsi pace, non riescono a trattenere le lacrime ricordano alcuni momenti di felicità passati insieme al nipote. Salvatore dichiara che anche i loro avvocati sono rimasti increduli davanti alla decisione di non poter ottenere l’affidamento del nipote: «Avevamo una buona speranza per l’ultima causa, ma non è andata come immaginavamo. Siamo distrutti dal dolore».