Faida di camorra ai Quartieri Spagnoli, tutto iniziò dall'omicidio Verrano
Francesco Valentinelli e Gennaro Verrano

Un’annosa faida tra clan sta segnando la vita dei Quartieri Spagnoli. Questa è la ricostruzione del gip del Tribunale di Napoli riportata nell’ordinanza relativa all’agguato fallito contro Giuseppe Postiglione, componente della famiglia di Angella Farelli, risalente allo scorso 16 giugno. Questo ultimo sanguinario episodio rientrerebbe nell’escalation di eventi criminali e violenti.

L’OMICIDIO VERRANO E LA CONDANNA DI VALENTINELLI

Tutto iniziò nel 17 novembre del 2017 quando Gennaro Verrano venne ucciso con 5 colpi di pistola d’arma in piazzetta Santa Teresa degli Spagnoli: a sparare fu Francesco Valentinelli, figlio di Farelli. L’agguato mortale diede inizio ad una serie di ritorsioni nei confronti dei familiari del killer che non si placarono neanche con la condanna di Valentinelli. Agguati, stese, minacce sarebbero state richieste da Francesco Verrano, figlio detenuto di Gennaro. Checco Lecco avrebbe chiesto di vendicare il padre allo zio Massimiliano Verrano ed ai suoi amici Carmine Nocerino e Francesco Cannola.

AGGUATO CONTRO POSTIGLIONE AI QUARTIERI SPAGNOLI: GLI ARRESTI

Quindi sabato mattina su delega della Procura Distrettuale Antimafia del Tribunale di Napoli, la polizia dava esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari detentive, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, nei confronti 5 persone. Infatti si tratta di Giuseppe Basile nato a Napoli il 10.11.1997, Francesco Cannola nato a Napoli il 18.10.1998, Carmine Nocerino nato a Napoli il 10.9.1996, Massimiliano Verrano nato a Napoli il 30.11.1979, Mario Marotta nato a Napoli il 11.06.1999.

Sono ritenuti gravemente indiziati dei delitti di tentato omicidio plurimo, detenzione illecita e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo calibro 7.65, aggravati dall’associazione di tipo mafioso. Accusati di aver eseguito i fatti di sangue lo scorso 16 giugno 2021 (leggi la cronaca di quel giorno). Indiziati anche dei delitti di detenzione illecita e porto abusivo di una pistola calibro 9×21, commessi a Napoli il 31 marzo 2021.

Su delega della Procura del Tribunale per i Minorenni di Napoli, inoltre, eseguito un decreto di fermo per gli stessi reati a carico del 16enne M. G. P. Il giovane risulta coinvolto nei fatti commessi il 16 giugno 2021.

LE INDAGINI

Le misure cautelari sono arrivate dopo le articolate indagini che hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei loro destinatari. Gli indagati si rendevano responsabili dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio nei confronti di una donna nella sera del 31 marzo del scorso e del fallito agguato contro Postiglione.

In quella circostanza rimanevano feriti, in modo grave, due ignari passanti, del tutto estranei al contesto criminale. Indagine svolte attraverso l’acquisizione di riprese video, intercettazioni ambientali e telefoniche, consulenza video-metrica, dichiarazioni delle persone offese e delle persone informate sui fatti.

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