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Reddito di cittadinanza flop, l’opposizione chiede l’abolizione: sussidio a rischio per il 2021

Reddito di cittadinanza, il numero degli occupabili è sicuramente sotto il livello di guardia. È una delle criticità più palesi della misura simbolo voluta dal Movimento 5 stelle, la cui fase 2, quella rivolta alla ricerca di lavoro per coloro che percepiscono il sussidio, stenta a decollare. Secondo nuove stime pubblicate dal Sole24Ore solo 50mila dei 200mila percettori del reddito di cittadinanza finora “testati” dai centri per l’impiego sono occupabili oggi come oggi. Uno su quattro, il 25% del totale. Il quotidiano di Confindustria ricorda che erano ben 704 mila i percettori del reddito di cittadinanza considerati lo scorso settembre “occupabili” da Anpal, Inps e ministero del Lavoro.

Fino a oggi oltre 200mila persone che prendono il reddito di cittadinanza sono state convocate dai centri per l’impiego. Il primo livello di screening ha messo in evidenza che la platea di soggetti che effettivamente possono aspirare ad un posto di lavoro è di gran lunga inferiore alle stime iniziali, e soprattutto il “campione” presenta forti carenze di competenze e in diversi casi è da indirizzare verso le politiche sociali (piuttosto che verso la ricerca di un nuovo lavoro). In città come Palermo la ricerca di lavoro è considerata dagli stessi tecnici “difficile, se non impossibile”. Le stime dicono che nelle regioni settentrionali, come Veneto e Lombardia, la quota di disoccupati che può realmente aspirare a un posto di lavoro è stimata, in media, del 30-35%. Una percentuale leggermente più bassa nel Lazio (30% circa).

Sono fino ad adesso quindi appena 18mila i contratti di lavoro firmati tra aprile e il 21 ottobre da parte di coloro che ogni mese ricevono il reddito di cittadinanza. Entrando nel dettaglio, si è trattato in due terzi dei casi di assunzioni con un contratto a tempo determinato. Quasi il 18% ha sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, poi ci sono apprendistato (3,5%) e tirocinio (2,9%). Più del 41% degli “inseriti” ha meno di 35 anni e più del 90% ha trovato un impiego entro sei mesi dalla presentazione della domanda di rdc.

C’è un elemento importante da sottolineare. La quasi totalità di questi soggetti ha trovato lavoro senza utilizzare la rete informatica unitaria che dovrebbe essere in grado di collegare agevolmente  la banca dati centrale di Anpal con le 19 banche dati regionali per invogliare così le imprese a pubblicare i posti liberi da incrociare con i curriculum di chi prende il reddito di cittadinanza: c’è tanto da fare per rendere la fase 2 del reddito di cittadinanza davvero efficace.

L’opposizione intanto continua a chiedere l’abolizione del reddito di cittadinanza e l’utilizzo dei fondi in nuovi e diversi incentivi. Anche nel 2020, però, il sussidio è confermato.

Come riportato da Adnkronos Giorgia Meloni boccia anche il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia della scorsa campagna elettorale del Movimento 5 stelle«Va abolito, serve lavoro e non la paghetta… Caro Di Maio, la povertà non l’abolisci con il reddito di cittadinanza ma con i posti di lavoro!».