Al via la fase due del reddito di cittadinanza. Ma meno di un beneficiario su tre sarà obbligato a cercare lavoro. È quanto emerge dalle stime del ministero del Lavoro, secondo cui al momento risultano immediatamente attivabili 704.595 percettori del bonus. A partire da domani verranno convocati nei centri per l’impiego per siglare i Patti per il lavoro: la chiamata arriva a cinque mesi di distanza dal rilascio delle prime card per il reddito di cittadinanza, dunque con abbondante ritardo. I componenti maggiorenni dei nuclei che hanno avuto accesso al bonus anti-povertà che non risultano occupati e che non frequentano un corso di studi, stando a quanto stabilito dalla legge, dovevano essere convocati entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio. Risultato, chi ha ottenuto il sussidio ad aprile ha ricevuto per cinque mesi il reddito di cittadinanza senza dover fare nulla in cambio.
In vista del possibile accordo per un governo giallo-dem, il Partito democratico chiede ora ai pentastellati di rivedere la loro misura bandiera. Non è escluso che in futuro vengano inasprite le sanzioni nei confronti di coloro che non si presenteranno nei centri per l’impiego quando convocati o che, in seguito all’avvio del percorso di reinserimento occupazionale, non parteciperanno alle iniziative di orientamento e ai progetti indicati dagli operatori. Secondo i dati forniti dall’Inps, finora poco più di 922 mila famiglie hanno ottenuto il bonus dei grillini: nel complesso, il sussidio ha raggiunto circa 2,5 milioni di persone. Per il presidente dell’Istituto di previdenza sociale Pasquale Tridico, contrario a una revisione del reddito di cittadinanza, si tratta di numeri più che soddisfacenti. Ma a partire dal mese prossimo diverse migliaia di card potrebbero essere disattivate: a causa dei bassi importi erogati su molte delle tessere magnetiche in circolazione, si teme che i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno ricevuto meno decidano all’ultimo di non presentarsi nei centri per l’impiego.
A chi diserterà il primo colloquio potrà essere sospesa l’erogazione del bonus per un mese. Una seconda assenza costerà al sussidiato due mensilità del reddito di cittadinanza. Dopo tre appuntamenti mancati senza giustificato motivo, il diritto al beneficio verrà revocato. Gran parte dei soggetti da avviare al lavoro risiede nelle principali regioni del sud Italia: circa il 65 per cento dei beneficiari ritenuti immediatamente attivabili proviene infatti da Campania (178.370), Sicilia (162.518), Calabria (64.057) e Puglia (50.904). Segue il Lazio, dove verranno convocate nei centri per l’impiego 37.939 persone. Lo riporta il Mattino.


