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lunedì, Gennaio 24, 2022
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Il figlio del boss gestiva le scommesse, arresti anche a Napoli e Giugliano


Il denaro veniva riciclato attraverso un sofisticato sistema di scommesse sportive e di gioco d’azzardo. L’organizzazione criminale, sgominata oggi, in due anni avrebbe incassato 5 miliardi di euro. Secondo la Procura di Salerno, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, tra i 33 arresti ci sono anche persone legate al clan dei Casalesi. Stamattina i carabinieri hanno notificato le misure cautelari nell’ambito di una indagine della Dda su un vasto giro di giochi e scommesse illegali. Gli affari riguardavano mezza Italia e si estendevano fino a Panama, Romania e Malta.

Sottoposti ad indagini, a vario titolo, in relazione al delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, autoriciclaggio. Per alcuni reati scatta anche l’aggravante aver commesso il fatto per agevolare il clan dei Casalesi.

I SEQUESTRI DEI SITI

Sequestrati preventivamente, su richiesta dell’autorità giudiziaria, undici siti web e due società, la Europartner e la cooperativa Iocosa Ludum, entrambe con sede legale a Mercato San Severino. Sono tre milioni di euro, ritenuto provento delle attività illecite, riconducibili a Luigi Giuseppe Cirillo. Si tratta del figlio del defunto boss di Sibari.

IL CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE

Nell’ordinanza cautelare Cirillo viene ritenuto capo e promotore del sodalizio criminale. Inoltre è accusato di aver costituito una vera e propria holding dedita al gaming on fine illecito sul territorio nazionale ed estero, avvalendosi anche dei legami con i vertici dei Casalesi. Nella ricostruzione fatta propria dal giudice Cirillo si serviva di un sistema di gestione ed amministrazione telematico ideato da Luigi Tancredi nei primi anni 2000.

Inoltre ne avrebbe nel tempo incrementato notevolmente le potenzialità e la diffusione, utilizzando le ragguardevoli competenze nel settore tecnicoinformatico di uno dei sodali, grazie ad una community di gioco fatta di diversi milioni di giocatori diffusi in tutto il mondo. Gli scommettitori della piattaforma messa a disposizione, potevano giocare online l’uno contro l’altro a distanza di migliaia di chilometri e senza alcun vincolo di tempo e luogo.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Arrestati Michele Ambrosio di San Giuseppe Vesuviano, Fabio e Gianmarco Di Giovanni di Giugliano, Antonio e Enrico La Commara di Napoli, Dante Taranto di Arzano.

Gerardo Angiletta di Timisoara in Romania. Giannalberto Campagna di Ravenna.  Lorenzo Carbone di Potenza.  Giuseppe Carnovale di Santa Caterina sullo Jonio. Giuseppe Caulo di Potenza. Fabrizio Ciampini di Roma. Luigi Giuseppe Cirillo di Mercato San Severino. Alessio Coletti di Ostia. Gino Vincenzo D’Anna di Agrigento. Guendalina Femia e Rocco Mario Nicola Femia di Locri. Salvatore Ferrara di Formia.

Walter Genovese di Baronissi. Giovanni Giarletta di Montuoro. Emiliano Giorgi di Ostia. Antonino Irrera di Messina.  Giovanni Marinelli di Potenza. Alessio Miranda di Roma. Gino Pennetta di Ribera. Iona Petrescu della Romania. Salvatore Pota di Aversa. Angelo Prudentino di Ostuni. Angelo Repoli di Sant’Agata di Militello. Gaetano Rossi di Mercato San Severino. Valentino Siesto di Potenza ma domiciliato a Pana. Antonio e Luigi Tancredi di Roma. I nomi degli arrestati sono stati riportati dal sito Calabria 7.

Scommesse online in mano alla camorra, giro d’affari da 5 miliardi di euro: 33 arresti

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