Il marito dorme, lei fa sesso in casa con l’amichetto 15enne della figlia

Ha negato di avere avuto rapporti sessuali con l’amichetto 15enne di sua figlia. Si è difesa così la 44enne (40 anni all’epoca dei fatti) accusata di aver fatto sesso con u minore coetaneo della figlia e anche di avergli ceduto della droga. “Non è vero che ci sono stati rapporti sessuali, né che avevo droga in casa». Ha detto la 44enne casalinga.

Sesso con amichetto della figlia, l’intervista alla Vita in Diretta

 

Il ragazzino – riporta Il Resto del Carlino – andava a trovare la figlia (amica di suoi amici) della donna, ora accusata di violenza sessuale e detenzione di stupefacenti (non ai fini di spaccio). Intervistata per il programma televisivo «La vita in diretta», la 44enne si è difesa: «Non ce l’aveva con me (il ragazzino, ndr ). Però lui l’ha raccontata in un modo che non è tanto normale. Dice che stavo in cucina, sopra al tavolo, che c’erano gli altri amici, c’erano le mie figlie, noi stavamo sopra al tavolo, tutti che guardavano. Cioè… mia figlia, cosa volete che abbia detto? Stava lì, tutti e due stavano lì, cosa devono dirmi? Stavamo di sopra, tutti quanti insieme, anche perché, dove vai? Dove ti apparti? Non lo so, in bagno? E a fare cosa? Che vado a fare in bagno? Non so che dire».

 

Sesso con amichetto della figlia, il racconto

La donna ha smentito anche che lui sia andato tante volte a casa sua. «È venuto poche volte a casa mia, e con altri ragazzi. Lui non può dire che stavamo da soli in casa, non lo può dire. E se non stavamo da soli in casa, e fai qualcosa in cucina, in sala o dovunque, dovrebbero esserci dei testimoni a dire ‘Sì, è vero che facevano quello’. Ma non ce li ha (i testimoni, ndr ), perché non è vero che è successo».

Nelle accuse si legge di rapporti sessuali che sarebbero avvenuti mentre il marito stava dormendo nell’altra stanza e dai messaggi scambiati in chat tra la donna e il ragazzino, sia su WhatsApp che su Messenger, emergerebbero riferimenti a orge consumate in casa con ragazzi poco più grandi del minore. Poi c’è l’accusa di detenzione di droga, marijuana nello specifico. «Lui ha detto anche che ci stava sempre un sacco di droga a casa mia – dice la donna nell’intervista –. Non è che ha detto che a casa mia si è fatto una canna, di quello non mi importava (non mi sarebbe importato) niente. Mi ha dato fastidio il fatto che ha detto che a casa mia c’era tanta droga. Qui non si parla di un grammo, dice che a casa mia sul tavolo c’era sempre un panetto di droga così (mima con le mani, ndr ), cioè qui si parla di droga a chili, non di fare una canna. Io la droga a casa mia non l’ho avuta mai, infatti quando sono venuti a fare la perquisizione non hanno trovato niente. Io, perché lui (il ragazzino, ndr) ha raccontato queste cose, non lo so». È assistita dall’avvocato Annarosa Belsanti. L’udienza preliminare è fissata al 9 ottobre.