“Tifosi veronesi maltrattati a Napoli”, il sindaco si ribella e scrive a Prefetto e Questore

«È inaccettabile il trattamento che è stato riservato ai tifosi veronesi a Napoli, non ha spiegazioni». Lo afferma il sindaco di Verona Federico Sboarina che ha raccolto la testimonianza di alcuni tifosi e dirigenti dell’Hellas dopo il post partita di sabato. Secondo quanto riferito al sindaco i tifosi, 598 paganti giunti con più pullman sarebbero stati dirottati sulla tangenziale di Napoli e fatti girare a vuoto fino alla ripresa del match poi vinto dai partenopei per 2-0.

«Non esiste in nessuna città – prosegue Sboarina – che si impedisca a persone che hanno pagato regolare biglietto e fatto centinaia di chilometri di non entrare allo stadio».

«Un comportamento inspiegabile – ha dichiarato Sboarina -, di cui chiederò conto con una lettera che sarà inviata al Prefetto e al Questore di Napoli. Con quali ragioni si fermano i pullman privando le persone di un diritto sacrosanto e anche pagato non poco?». «Uno sgarbo inaudito ma anche sportivamente scorretto – ha concluso Sboarina – lasciare giocare una squadra senza i suoi sostenitori».

«È inaccettabile il trattamento che è stato riservato ai tifosi veronesi a Napoli, non ha spiegazioni». Lo afferma il sindaco di Verona Federico Sboarina che ha raccolto la testimonianza di alcuni tifosi e dirigenti dell’Hellas dopo il post partita di sabato. Secondo quanto riferito al sindaco i tifosi, 598 paganti giunti con più pullman sarebbero stati dirottati sulla tangenziale di Napoli e fatti girare a vuoto fino alla ripresa del march poi vinto dai partenopei per 2-0. «Non esiste in nessuna città – prosegue Sboarina – che si impedisca a persone che hanno pagato regolare biglietto e fatto centinaia di chilometri di non entrare allo stadio». «Un comportamento inspiegabile – ha dichiarato Sboarina -, di cui chiederò conto con una lettera che sarà inviata al Prefetto e al Questore di Napoli. Con quali ragioni si fermano i pullman privando le persone di un diritto sacrosanto e anche pagato non poco?». «Uno sgarbo inaudito ma anche sportivamente scorretto – ha concluso Sboarina – lasciare giocare una squadra senza i suoi sostenitori».