Voto di scambio e camorra, 27 politici indagati: coinvolti anche Michele Schiano e Salvatore Marano

Voto di scambio e camorra
Voto di scambio e camorra

Voto di scambio e camorra, 27 politici indagati: coinvolti anche Michele Schiano e Salvatore Marano. Una maxi inchiesta si abbatte sulla politica campana, prima delle elezioni regionali e amministrative del prossimo settembre. Diversi gli esponenti coinvolti. Gli ex senatori Salvatore Marano (Fi) e Antonio Milo (Fi, poi Gal). Poi c’è l’attuale capogruppo forzista nel Consiglio comunale di Napoli, Stanislao Lanzotti (commissario del partito per l’area metropolitana partenopea). Indagato anche il consigliere regionale Michele Schiano di Visconti (ora in Fdi).

L’accusa nell’indagine della Procura della Repubblica di Napoli sul è di voto di scambio a Napoli per le elezioni comunali del 2016. Gli inquirenti hanno complessivamente notificato 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. A coordinare l’indagine i pm Maurizio De Marco e Henry John Woodcock. Coinvolti politici e presunti appartenenti alla camorra, nei confronti dei quali vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di voto di scambio e ricettazione aggravati dalla finalità mafiosa.

Le indagini sul Voto di scambio 

Gli investigatori, attraverso la polizia giudiziaria, ritengono di avere documentato numerosi episodi durante i quali sarebbero stati promessi denaro. Ma non solo. Anche agevolazioni di vario tipo e anche posti di lavoro in cambio di voti e pacchetti di voti per determinati candidati. L’inchiesta risale a diversi anni fa. Gli inquirenti misero sotto indagine ben 82 persone, tra esponenti politici, dell’imprenditoria e della criminalità organizzata di Secondigliano.

In particolare il clan Di Lauro. L’ex senatore Marano, secondo i pm, sarebbe coinvolto in alcuni episodi di voto di scambio come la promessa di un posto di lavoro a una donna, in una ditta ritenuta legata ai clan, per voti in occasione delle comunali del 2016. Ma gli episodi, aggravati dal metodo mafioso, elencati nelle 22 pagine dell’avviso di conclusione indagini della Procura sono parecchi. Interi pacchetti di voti sarebbero stati venduti in cambio di denaro, anche decine di migliaia di euro. In cambio di preferenze per un candidato poi deceduto, sarebbero stati versati 9500 euro.

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