Le cozze e i mesi senza ‘R’, tra verità e leggenda Napoli si prepara alla zuppa del Giovedì Santo

Stop alle cozze: segnalati casi di Epatite Virale

Non c’è Giovedì Santo senza pensare alla classica zuppa di cozze. Un rituale profano che va ad unirsi ai riti sacri che avvicinano i fedeli alla domenica di Pasqua.

Come per la maggior parte degli alimenti, anche le cozze si trovano in commercio per tutto l’anno, che siano fresche o congelate. Ma ci sono dei mesi migliori rispetto agli altri: per mangiare le cozze si devono prediligere i mesi senza “r” (il periodo migliore va da maggio ad agosto), quando il mollusco risulta particolarmente saporito. Al momento dell’acquisto si consiglia di controllare che il colore del mitilo sia brillante e lucido e che le valve siano ben chiuse e non rotte. Si deve prestare attenzione al consumo di questi molluschi, perché se non controllati possono provocare l’insorgere di gastroenteriti o gravi malattie come il colera o l’epatite di tipo A. Se le cozze provengono da allevamenti, è necessario controllare che sulla confezione vi sia l’etichetta che ne descriva la provenienza, la data di raccolta e di confezionamento. In commercio si possono acquistare cozze già pulite o fresche. In quest’ultimo caso è bene consumarle il prima possibile perché sono molto delicate, ma è necessario pulirle bene.

 

Ma l’idea ci consumarli “solo nei mesi con la “R” come spesso si sente dire, è vera o falsa?

La frase pare abbia avuto origine quando i frigoriferi non esistevano ancora, al fine di imporre il consumo di questi frutti solo nei mesi invernali ed evitare spiacevoli mal di pancia per prodotti deteriorati dal caldo. E’ vero però che per alcuni frutti di mare il detto rimane molto azzeccato: i ricci ad esempio sono vuoti d’estate e pieni il resto dell’anno in particolare da febbraio ad aprile, proprio quando questi echinodermi (dal latino con pelle spinosa), ingrassano per prepararsi alla riproduzione. In altri casi non è cosi, le cozze infatti, iniziano a comparire sui mercati sotto forma di “semenza”, termine con il quale si indica il novellame di cozza, a maggio per avere il massimo della qualità proprio durante l’estate.