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Morte di Ugo Russo. «Non sapevo come stava», Mazzocchi non convince il gip

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E’ stato l’ultimo ad ‘arrendersi’, l’ultimo a consegnarsi alla giustizia per la devastazione dell’ospedale Pellegrini la notte della morte di Ugo Russo. Salvatore Mazzocchi (costituitosi presso il commissariato Montecalvario) fa parte del gruppo composto da nove persone responsabile, per la Procura, di devastazione e saccheggio, interruzione di un servizio di pubblica necessità, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale, tutti aggravati dal metodo mafioso.

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Anche per lui nelle scorse ore si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip: il giovane ha cercato di giustificarsi spiegando che quella sera non vi è stata alcuna premeditazione e che lui si era recato in ospedale quando aveva saputo che Ugo era stato ferito non conoscendo le sue reali condizioni. Motivazioni che non hanno convinto il gip: contro Mazzocchi infatti, oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza, ci sono i video ripresi con i telefonini e le testimonianze delle forze dell’ordine e del personale sanitario secondo cui tra i più ‘attivi’ quella sera c’era proprio Mazzocchi che proferì una serie di minacce ai presenti:«Pure noi teniamo le pistole, pure noi teniamo le pistole, sta razza di scemi, sta razza di scemi!».

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