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Omicidio Willy, Gabriele Bianchi in carcere minaccia i detenuti: “Siete i miei schiavi”

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Non è bastata una condanna a 24 anni di carcere per l’omicidio di Willy Monteiro, per rendere Gabriele Bianchi meno spavaldo e prepotente. Da quando è in carcere si è più volte contraddistinto per atteggiamenti sopra le righe che lo hanno portato ad attirare intorno a se le antipatie degli altri detenuti, condite da continue liti ed alterchi, al punto da ritrovarsi sputi nei piatti serviti loro dai ‘colleghi’ addetti alla distribuzione dei pasti.

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Ciò non ha ridimensionato Gabriele Bianchi, che durante le ore d’aria al carcere di Rebibbia ha più volte usato espressioni come “qui comando io, voi siete schiavi”.  Un’atteggiamento diventato poi una vera e propria persecuzione nei confronti di un detenuto ultra settant’anni, spaventato e minacciato di continuo, incurante dei rimbrotti dei vicini di cella che gli facevano presente che la vittima, vista l’età, sarebbe potuta essere il padre o addirittura il nonno di Bianchi.

Un atteggiamento arrogante ed intimidatorio placatosi soltanto con lo spastamento dell’anziano in un altro braccio, lontano da chi dopo aver letteralmente ammazzato di botte un ragazzino, non mostra alcun segno di ammorbidimento. Intanto la condanna a 24 anni rischia di poter essere ridisegnata in negativo, dopo la decisione della Cassazione per Francesco Belleggia che ha annullato le attenuanti generiche, per i fratelli Bianchi torna a materializzarsi lo spettro dell’ergastolo.

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