Sono passati quasi 5 anni da quando nel 2020 l’ospedale Sant’Anna e Santa Maria delle Nevi di Boscotrecase fu convertito in Covid Hospital. E’ da allora infatti che il degrado regna sovrano all’interno dei locali ormai chiusi, un tempo destinati alle attività di pronto soccorso.
Il caso della bimba di tre mesi morta a dicembre 2023
A destare campanelli d’allarme sulla situazione è stato il caso che ha coinvolto una bambina di appena tre mesi, gravemente affetta da bronchite e morta a dicembre 2023 nel tentativo di raggiungere l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, immediatamente dopo essere stata respinta dal Sant’Anna a causa, appunto, della mancanza di pronto soccorso. E’ da allora, infatti, che in migliaia si sono fatti sentire da Torre Annunziata sino alle pendici del Vesuvio.
Giancarlo Siani sull’ospedale di Boscotrecase: “Un esempio di noncuranza e di trascuratezza“
Tuttavia il caso dell’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase ha sempre rappresentato un simbolo di abbandono da parte delle istituzioni. 40 anni fa, infatti, sulle pagine de Il Mattino, si leggevano a caratteri cubitali le parole di Giancarlo Siani, che denunciavano proprio gli sprechi e i disservizi.
Il lavoro svolto da Titti D’Amelio e dai Cronisti Scalzi lod Edizioni – un gruppo di approfondimento e di divulgazione degli scritti di Giancarlo Siani -, ha permesso di riportare alcuni articoli del 1982, all’interno dei quali si legge: “Un nuovo ospedale (ospedale Sant’Anna di Boscotrecase) fermo da quasi 30 anni per il quale sono già stati spesi più di 4 miliardi, in una città con più di 60 mila abitanti, gli ammalati vengono trasferiti in altri centri sanitari della zona, una situazione che ha del paradossale. Il nuovo ospedale potrebbe ospitare circa 300 posti letto e sarebbe certamente la soluzione necessaria per soddisfare le esigenze della popolazione. La vicenda del nuovo ospedale ha sempre rappresentato l’esempio della noncuranza e della trascuratezza con cui è stato affrontato il problema dell’assistenza sanitaria in città“. Insomma, parole tragicamnete attuali, nonostante il tanto tempo trascorso.
Monta la protesta del Comitato Nucleo Operativo di Boscotrecase: “Un suicidio democratico“
“Da circa 2 anni portiamo avanti una battaglia per la riapertura dell’ospedale di Boscotrecase, Santa Maria Delle Nevi e Sant’Anna. Parliamo di una struttura ospedaliera con un’accoglienza di circa 50mila pazienti e visitatori annui. Inoltre ricopre un’ampia fetta di territorio. Qui è tra l’altro concentrata una densità di circa 200mila persone, che non possono essere svendute da situazioni di poca visione delle esigenze del territorio. Noi come parte civica e popolare ci impegnamo soprattutto per le fasce deboli. Vorremmo che la Regione Campania, lo Stato e il Governo capiscano le persone in difficoltà. Dunque, chiudere un Pronto Soccorso prima e durante il Covid è un suicidio democratico“, ha affermato Luciano Donadio, appartenente al Comitato Nucleo Operativo di Boscotrecase, che ieri ha appeso insieme ad altri attivisti uno striscione proprio dinanzi all’entrata del palazzo Santa Lucia della Regione Campania a Napoli, richiamando l’attenzione delle istituzioni su un quadro particolarmente critico.
In attesa del tavolo tecnico tra la Regione Campania, il Ministero dell’Economia e della Sanità previsto per l’11 aprile
“Il giorno 11 – ha proseguito Donadio – si terrà un tavolo tecnico tra la Regione Campania, il Ministero dell’Economia e Finanze e il Ministero della Sanità per chiedere la riannessione di un fondo economico per far fronte a questo tipo di esigenza territoriale“. Tuttavia Luciano Donadio rimane ottimista e fiducioso nei confronti delle istituzioni: “Credo nelle istituzioni, ma soprattutto nella forza del popolo e che non è mai stanca di determinare quella che è la vera democrazia“, ha concluso Donadio.